Ma la Chiesa per chi vota?
Fateci caso. A ogni tornata elettorale, la stessa domanda: per chi vota la Chiesa? Fateci caso. Tutti evitano questo interrogativo, eppure – fateci caso – come ha spiegato Panebianco sul Corriere, le elezioni del 4 marzo per importanza sono uguali a quelle del 1948 quando questa stessa Chiesa alzava la diga contro il comunismo. Eppure – fateci caso – la Chiesa questa volta tace. La voce l'ha alzata, la Chiesa, contro Salvini che ha brandito il Rosario e gli Evangeli a un comizio mentre invece – fateci caso – ha accolto presso gli altari Bonino e Boldrini. Poco male, direte, entrambe militano tra le schiere del Bene ma neppure ha tuonato la Chiesa quando fino a un giorno fa, in piena Quaresima, il Santo Sepolcro restava chiuso per la sacrosanta protesta dei cristiani vessati dalle tasse. Eppure – fateci caso – si facevano le Crociate per il Santo Sepolcro. Comunque, niente, zitti e mosca. E figurarsi sulle elezioni di domenica. Eppure – fateci caso – il Papa ascolta sempre il suo amico Eugenio Scalfari. E tra Di Maio e Berlusconi, saprà cosa scegliere. O forse questa volta Francesco sceglierà di stare con Carlo de Benedetti?
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo