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la prima tv videomusicale

C'era una volta Videomusic

A Radio 2 Michele Lo Foco, l'inventore, 35 anni fa, del canale monotematico musicale

C'era una volta Videomusic

Videomusic nacque da Tele Elefante senza un soldo, solo con la genialità di discografici riuniti a Lucca. Così nacque il videoclip. Parla a Radio 2 Michele Lo Foco, l'inventore, 35 anni fa, del canale monotematico musicale.

Lo Foco, fondatore di Videomusic, avvocato, esperto e consulente per il cinema per Rai, ministeri ed enti pubblici, è intervenuto, in occasione dei 35 anni dalla nascita del canale, nel corso della trasmissione I Lunatici del week end in onda su Rai Radio 2 ogni sabato e domenica dall’1 alle 5, condotta da Andrea Santonastaso e Roberta Paris.

"Videomusic nasce nel 1984 sull'ossatura di una televisione che si chiamava Tele Elefante, quindi su un circuito di trasmettitori, perché allora il collegamento dei proprietari che erano i Marcucci, era sui trasmettitori. Prima su quei trasmettitori era stata trasmessa Telemontecarlo, poi quando si mise in proprio ci andò la televisione di Rizzoli con Costanzo che faceva il telegiornale. Quando anche quella televisione finì il circuito dei trasmettitori andò in crisi, perché tutti si erano attrezzati in proprio, compresi Berlusconi e Leonardo Mondadori, la televisione prese questo circuito perché Tele Elefante perdeva delle cifre enormi. Io ero e sono un avvocato specializzato in questo settore, fui incaricato di vedere se c’era una soluzione a questo problema. Mi sono messo a cercare di capire cosa potesse funzionare di televisivamente nuovo, anche perché non c’erano molti soldi. Da giovane ero stato un cantante, avevo fatto complessi, ho inciso il singolo “In fondo al viale”, ero abbastanza amico di Ornato, allora presidente della RCA, un signore intelligente e appassionato e con lui mi sono messo a ragionare sull’idea di fare una televisione musicale, progetto che ho fatto mentre studiavo facendomi aiutare da Jack La Cayenne. Assieme a Jack abbiamo elaborato questo format e sono andato a proporlo ad Ornato, che mi promise il suo aiuto, determinante poiché lui era anche il presidente dell’AFI (Associazione Fotografica Italiana). Abbiamo radunato al Ciocco, un luogo di villeggiatura vicino Lucca, tutti i discografici esistenti in quel momento e cominciammo a ipotizzare un contratto di fornitura dei videoclip, che ovviamente erano gratis e quindi consentivano di fare un palinsesto a costo zero ma molto nuovo e diverso, che ha cambiato la nostra società. L’inizio fu molto artigianale, le cassette andavo a prenderle io di persona nelle varie case discografiche, dopodiché iniziai ad avere bisogno di avere una struttura tecnica per fare i palinsesti, allora chiamai dall’America Ciro Dammicco, un musicista ed esperto di questa materia, insieme a Denny Besquet, famoso produttore che lanciò Nikka Costa. C’erano da una parte discografici che erano fantasiosi e pieni di estro, dall’altra parte degli imprenditori che erano l’opposto. Il cinema di una volta, quello nel quale sono cresciuto professionalmente parlando, era un altro cinema, in Italia si facevano 400 film l’anno, ogni giorno partiva una cosa, c’era una grande capacità creativa. Eravamo la terza nazione migliore per i film, eravamo anche molto considerati".

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