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Mickey Rourke sfigurato e felice. Vaffa a Trump, d'Urso sotto choc

Per il divo Nove settimane e mezzo con palpatina alla Yespica

Mickey Rourke sfigurato e felice. Vaffa a Trump, choc d'Urso

Strepitoso Mickey Rourke a “Live Non è la d’Urso”. L’attore, 67 anni, protagonista di film storici come “Nove settimane e mezzo” e “Wrestler”, in 15 minuti ha spazzato via ore e ore di Prati-gate. Immenso nella sua sincerità: “Ho litigato con Robert De Niro" e conclude con uno spaziale: "Posso dire una cosa? Fuck Donald Trump!”. Imbarazzo per Barbara d’Urso.

Mickey Rourke, sex symbol sfigurato dalle sue paure interiori più che dalla chirurgia estetica e da un buffo cappello da cowboy utile a nascondere i capelli bianchi, si accomoda sul divano di Barbara d’Urso a “Live Non è la d’Urso” e rivela una natura logorroica. Barbara d’Urso lo invita a sintetizzare, ma l’attore se ne infischia e racconta un retroscena sul film “Angel Heart”: “Io ero giovanissimo ed ero la star del film De Niro era il coprotagonista. Quando ero a scuola e studiavo per diventare attore lo ammiravo, per questo quando ebbi la possibilità di lavorare con lui gli dissi che ero onorato di lavorare insieme, ma dopo 5 minuti lui mi disse ‘è meglio se tra noi non parliamo, siamo solo attori di un film’. Ci rimasi malissimo, mi ferì quella frase. Per me la recitazione è come il pugilato, è competizione. Nel film c’è una scena in cui mi stringe la mano e io gli dico ‘cosa fai con la mano?’, De Niro fece fermare la scena e disse al regista di intervenire. Io ero il più giovane quindi dovetti accettare che De Niro non volesse parlarmi. Io non dovevo dire niente’. Il giorno dopo accade la stessa cosa: in una scena dovevo dirgli ‘smettila di comportarti male con me’ e lo toccai, ma lui si rivolse di nuovo al regista che mi disse ‘De Niro non vuole che tu lo tocchi’. Risposi ‘ok’, ma io vengo dalla strada, ho avuto una vita difficile, ho conosciuto gente peggiore e lo sfidai guardandolo direttamente in faccia. Vent’anni dopo Martin Scorsese mi voleva incontrare per un film, ero al verde e mi faceva comodo, c’erano Al Pacino e Robert De Niro. Il mio manager chiamò il regista che però sostenne che De Niro si rifiutava di lavorare con me. Il regista lo assecondò. Mi arrabbiai tanto, ma solo perché persi quei soldi”.

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Barbara d’Urso è incredula, ma gli fa rivivere le emozioni dello spogliarello di “Nove e settimane e mezzo” con Aida Yespica. Rourke le va incontro e la tocca come Gabri Ponte ha fatto quest’estate con Elisabetta Gregoraci e pure la Yespica leva la mano birichina. Il simpaticissimo mandrillo torna dalla d’Urso, la palpa e poi si commuove: “Vorrei salutare Ludo, la madre lavora per me. Vorrei dirgli di fare il bravo perché sua madre sta cercando di procurarmi lavoro!”. La d’Urso, che gli tiene la mano, a stento trattiene una risata. Ma il finale è epico: “Sai Barbara, nella vita le uniche persone che possono deluderti sono quelle che ammiri o che vivono al tuo fianco. Quando vengo in Europa sono molto felice più che negli Stati Uniti" e travalica qualsiasi muro, anche quello USA-Messico: "Posso dire una cosa? Fuck Donald Trump!”. Barbara d’Urso è veramente scioccata: “Ecco una cosa leggera per chiudere” e Mickey occhi blu si guarda intorno come un bimbo che sa di averla combinata grossa ma è terribilmente felice.

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