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Addio a Mario Marenco storico volto della tv di Arbore

È scomparso a 85 anni il comico e umorista pugliese

Davide Di Santo
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È morto stamattina al policlinico Gemelli, a Roma, l'attore e autore Mario Marenco. Marenco, 85 anni, era ricoverato da qualche giorno. L'attore, che era anche architetto e designer, ha legato la sua carriera prima radiofonica e poi televisiva a Renzo Arbore, realizzando con lui e Gianni Boncompagni "Alto Gradimento", e poi praticamente tutte le trasmissioni televisive di Arbore, da "L'altra domenica" a "Indietro tutta". Ad Arbore Marenco era legatissimo anche perché nati entrambi a Foggia. A dare alla stampa la notizia della scomparsa è stato proprio Renzo Arbore. Marencoè entrato nell'immaginario collettivo con personaggi indimenticabili: il colonnello Buttiglione, la Sgarambona, Riccardino, l'astronauta spagnolo Raimundo Navarro, il dottor Anemo Carlone, il professor Aristogitone, Verzo, Ida Lo Nigro, il poeta Marius Marenco e molti altri. Prima del debutto in televisione nel 1972 con Cochi e Renato e Enzo Jannacci nel programma "Il buono e il cattivo", si era fatto conoscere nel 1970 con il programma radiofonico "Alto gradimento" scritto con Giorgio Bracardi e condotto proprio da Arbore e Boncompagni. Era stato poi Mr Ramengo ne "L'altra domenica", strampalato inviato che dopo ogni reportage urlava "Carmine!". E ancora aveva animato i programmi "Odeon" e "L'uovo e il cubo". Negli anni Ottanta aveva partecipato a diverse trasmissioni televisive, tra cui "Sotto le stelle" (di Magalli, Minellono, Marenco e Boncompagni) dove si è prodotto nel Prof. Aristogitone e in diversi altri sketch, e "Indietro tutta!" dove ha interpretato il personaggio del bambino Riccardino. Era stato anche attore cinematografico portando i suoi personaggi sul grande schermo, in film come 'Il colonnello Buttiglione diventa generale', 'Il pap'occhio', 'I carabbinieri', 'Vigili e vigilesse', 'FF.SS cioè che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?'. Con Rizzoli aveva pubblicato diversi libri umoristici tra cui 'Lo scarafo nella brodazza', 'Dal nostro inviato speciale', 'Los putanados', 'Stupefax' e 'Il cuaderno delle poesie'.  "Per me la morte di Mario è un dolore fortissimo. Perché lui è stato un caposcuola, non riconosciuto come tale. È stato un inventore di umorismo mai eguagliato", dice Arbore con la voce rotta dalle lacrime. "Marenco è stato un amico per 60 anni. Ci eravamo conosciuti a Napoli - racconta Arbore  - poi quando ci trasferimmo a Roma diventammo parte della stessa comitiva. Lui all'epoca era fidanzato con una giovanissima e bellissima Laura Antonelli ed era un uomo assolutamente geniale ed originale, inimitabile, non catalogabile. La sua potenza era proprio quella di non essere mai convenzionale. Quindi quando mettemmo insieme la squadra di 'Alto Gradimento' fu naturale che ne facesse parte. Aveva un'intelligenza fuori dal comune anche come architetto e designer. Ed era, come pochi altri, tipo Riccardo Pazzaglia, di una modestia disarmante". "Con Boncompagni ed altri amici come Frassica, abbiamo sempre ritenuto Mario il numero uno dell'umorismo italiano di tutti i tempi. Lo dico senza timore di essere smentito, con la mia esperienza e la mia passione per l'intrattenimento. Era un fuoriclasse. Con le sue parodie ha fatto delle invenzioni straordinarie. E spero che gliene verrà dato atto", aggiunge Arbore. "Abbiamo passato stagioni di risate impagabili. Quando c'era lui uscivano fuori cose stupende, poi con me e Boncompagni che lo stimolavano dava il meglio. Ogni tanto ci dovevamo interrompere tanto erano le risate. Una volta caddi perfino per terra", prosegue Arbore. "Ci faceva anche degli scherzi ma una volta ci vendicammo e gli facemmo credere di chiamarlo da un programma radiofonico notturno che si chiamava 'Svegliati e vinci': lo chiamavano alle tre del mattino e, per una volta, fu lui a cascarci in pieno. Mi mancherà tantissimo", conclude Arbore.

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