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Nanni fa litigare «Avvenire» e «Che tempo che fa»

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Einfatti il film è «una parabola sulla rinuncia che il mestiere furbo e esperto di Moretti lega anche e comunque alla cassa di risonanza massmediatica che la scelta del mondo vaticano comporta», scrive la Cei. E poi, con un affondo ancora meno chiaro: «Dal distacco tra lo scenario scelto e l'approccio un po' elementare nel descriverlo, deriva che il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso e segnato da superficialità». Ma i cattolici continuano a dividersi su «Habemus Papam». Dopo l'appello del vaticanista Salvatore Izzo a «bocciare al botteghino» la pellicola, ieri è intervenuto Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, che di Izzo aveva ospitato la lettera. «I nostri lettori, che stupidi non sono, hanno deciso, o decideranno, in tutta libertà che cosa farsene di questa storia di celluloide. Io - ha scritto Tarquinio - avrei ancora intenzione di andare a vederla (da cronista vado sempre alla "fonte", ma se continua così mi faranno passare la voglia». La critica di Tarquinio è indirizzata a Fabio Fazio, che intervistando Moretti domenica sera ha definito l'appello di Izzo un editoriale di Avvenire. E questo dà occasione a Tarquinio di polemizzare per precedenti episodi sui temi bioetici. «Come posso non ricordare che è stato Fazio ad aver fatto finta di non vedere un mese di campagna di Avvenire ("Fateli parlare") per chiedergli di dare voce in un suo programma di successo anche ai malati (e ai loro familiari) descritti come "vite indegne" da chi aveva fatto scelte di tipo eutanasico?».

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