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Daniele Silvestri "S.C.O.T.C.H." (Epic) L'unico difetto di Daniele è che sforna un disco ogni quattro-cinque anni, privando la scena di un luminoso faro notturno come lui.

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Ognicanzone è confezionata con estrema cura, e nessuna somiglia all'altra, come in una crociera fra gli stili e i ritmi che non pregiudica mai l'omogeneità del lavoro. Molti gli ospiti: da Gino Paoli in "La chatta" (divertita rivisitazione facebookiana de "La gatta"), da Raiz che inietta rabbia nel tema del lavoro in "Precario è il mondo", da Niccolò Fabi coautore della ballata "Sornione", da "Lo scotch", dove accanto a Bunna e Peppe Servillo c'è la voce recitante di Andrea Camilleri, alla vitriolica "Questo paese" con il piano di Stefano Bollani. Calzante la cover aggiornata della gaberiana "Io non mi sento italiano", da brividi "L'appello", dove Silvestri "interpreta" Salvatore Borsellino alla ricerca del fratello Paolo, mentre in "Monitor" si parla di Napolitano alle prese con i decreti da firmare. Quanto ai dilemmi sentimentali, meravigliosa "Acqua Stagnante". Imperdibile. Voto 8 e mezzo su 10

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