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Sottile: «Vi racconto i grandi gialli italiani»

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È«Quarto grado», trasmissione condotta da Salvo Sottile, che si occupa di risolvere i grandi gialli italiani. Salvo Sottile, come spiega gli ascolti (alti) di «Quarto Grado»? «Secondo me il punto è che stiamo parlando di una storia (quella di Sarah Scazzi, ndr) interiorizzata da tutte le famiglie. Ci siamo immedesimati, è un reality vivo, qualcosa che supera l'immaginazione. E poi in tutte le famiglie si discute del fatto che ci fosse il mostro in casa. Se ne discute a casa e in ufficio, in metro piuttosto che in autobus». Quale è la missione? «Quella di trattare grandi casi di cronaca, grandi gialli non risolti. E mettersi dalla parte della vittima. Io non prendo mai posizione, cerco di dare al pubblico elementi per farsi un giudizio proprio. È un "gioco" - e qui le virgolette sono d'obbligo - in cui ogni pedina è importante, per fornire un quadro preciso». Caso Scazzi: cosa ne pensa di Ivano, che avete intervistato? «Guardi, secondo me Ivano è un personaggio fondamentale. Ha un ruolo difficile perché non è la vittima, non è il colpevole ma rappresenta qualcosa di più spaventoso. Entrambe le ragazze ne erano attratte. E nonostante lo chiamino Alain Delon, non è un personaggio che può essere prestato al cinema». Un'anticipazione. Di cosa parlerete domani? «Della notizia della settimana. Commenteremo in diretta, quando è in corso l'incidente probatorio. Cercheremo di capire cosa succede nella Cappella del carcere. Sarà il giorno della verità. Misseri dovrà ripetere davanti a giudici e avvocati tutto quello che ha raccontato ai magistrati. Probabilmente davanti a Sabrina». Da quando vi state occupando del caso Scazzi? «Ci siamo occupati del caso quando si parlava ancora di scomparsa. Era settembre, facemmo ascolti discreti. Ci dissero: "È tv del dolore!". Ma noi ce ne stavamo occupando fin dall'inizio: la gente pensava ancora a una fuga. La storia è diventata esplosiva quando si è capito che era nata e morta in famiglia». Cosa guarda in tv? E i suoi prossimi progetti? «Guardo tv di tutti i tipi. Quando posso. Sono onnivoro anche se, in queste settimane, sono più attento delle trasmissioni che si occupano di Sarah. E preparare "Quarto grado" è davvero difficile, perché insieme agli autori abbiamo una sorta di cura maniacale nei dettagli: studiamo i particolari, dalle carte processuali in poi».

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