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Karol e Wanda, un'amicizia nella Storia

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Tuttoquesto è Wanda Poltawska per papa Wojtyla secondo Giacomo Galeazzi e Francesco Grignetti, autori di «Karol e Wanda», il libro appena uscito per Sperling e Kupfer che sarà presentato oggi alle 18 alla Lumsa di Roma. Con gli autori ci saranno monsignor Francesco Camaldo, Giuseppe De Carli e Gianni Gennari. Il volume spazia su tutta la vita dei due protagonisti. Che si conobbero nella Cracovia comunista: lui, giovane sacerdote e poi vescovo dissidente, lei sopravvissuta ai lager nazisti, fresca di laurea in psichiatria. Da allora la Poltawska è sempre stata al fianco di Papa Giovanni Paolo II nei momenti cruciali del pontificato. Ed è Karol che la fa incontrare con Padre Pio, il quale la guarisce di cancro. Ma il volume corre su due binari, e forse uno rischia di farlo deragliare. Da una parte illumina sulla personalità della donna e dunque, in filigrana, sul Karol privato. Wanda era il tramite del «Papa venuto di lontano» con la Polonia. Ed era ospite frequente in Vaticano, insieme con la sua famiglia, il marito e la figlia. Certamente fu al Gemelli nei giorni della degenza di Giovanni Paolo II, anche quella seguita all'attentato. E nelle settimane che ne precedettero la morte. Dove invece il libro calca la mano è sulla influenza della Poltawska nelle decisioni del pontefice e nella stesura dei documenti sulla presenza della donna nella Chiesa e sul celibato dei preti. Anche il ruolo di detective attribuitole è esagerato. E forse ella stessa non si ritroverebbe nella persona che mette in piedi una inchiesta parallela dopo gli spari di Ali Agca in piazza San Pietro, né in quella del capo del gruppo polacco che presidiava sulla vita di Wojtyla. Wanda però custodisce un epistolario intrattenuto con il Papa in 50 anni e mai consegnato tutto alla causa di beatificazione. Li. Lom.

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