Tra mare e destino il week end della musica
Gliappassionati della grande musica non avranno certo di che lamentarsi nell'attuale week-end. La proposta appare difatti più che mai ghiotta e variegata. Per chi non soffre il mal di mare e non è soggetto a reumatismi è da raccomandare l'appuntamento di questo pomeriggio alla Sala S. Cecilia del Parco della musica ( si accettano ritardatari lunedì e martedì sera), L'Orchestra della benemerita Accademia ceciliana evocherà tutta una gamma di suggestioni marine attraverso alcune delle partiture musicali più suggestive ispirate dalla visione, ora rasserenante, ora tempestosa e minacciosa, del mare. Sul podio sarà l' immancabile Antonio Pappano, instancabile a passare dalla cameristica alla sinfonica di tutte le latitudini. Si inizia con gli Interludi marini (1945) di Benjamin Britten tratti dall'opera Peter Grimes, ma i pezzi forti saranno piuttosto costituiti dai tre schizzi sinfonici che costituiscono La Mer di Claude Debussy, amante del liquido elemento sin dagli anni giovanili trascorsi sul molo di Fiumicino, e soprattutto dalla suite Shéhérazade di Rimsky Korsakov, avventuroso viaggio per mare concepito da un capitano di marina appassionato dei racconti di Sinbad il marinaio e dalle Mille e una notte. Altro concerto da tutto esaurito quello dell'Orchestra Sinfonica di Roma, diretta con polso fermo e volontà di ferro da Francesco La Vecchia. All'auditorio di Via della Conciliazione domani pomeriggio e lunedì sera, accompagnata dalla meno fortunata sorella che la precede ( la Quarta) ci sarà nientemeno che la Quinta Sinfonia, come dire la quintessenza dello stile beethoveniano. Quel capolavoro che racconta a forti tinte la lotta eroica e tragica dell'uomo Beethoven contro un destino crudele ed inesorabile. Una pagina che assomma tutti i tratti del Beethoven maggiore: il titanismo, l'individualismo, la chiara delineazione dei temi musicali e dei loro complessi sviluppi elaborativi. Anche qui successo annunciato. Lor. Toz.
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