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Allegria! D'accordo destra e sinistra

Mike Bongiorno e Fiorello

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Un pezzo di storia. Non solo della tv, del costume, della lingua. Anche della politica. Questo era Mike. Morto, lui partigiano, nella notte tra il 7 e l'8 settembre. Rimbalza dalle testimonianze che neanche un capo di Stato ha mai avuto, in Italia. A metà pomeriggio, il cordoglio di Napolitano. Che sottolinea il Bongiorno della Resistenza, poi la sua «presenza familiare nelle case degli italiani». Ma prima e dopo i politici fanno a gara, a destra e a sinistra, a ricordare il re del quiz. Che si prende una bella soddisfazione, unire nel suo ricordo accaniti avversari politici. Adesso in tanti dicono che doveva diventare senatore a vita. Lo afferma il premier, lo ribadiscono due ministri, Sandro Bondi e Renato Brunetta. Anzi Brunetta rilancia: «Un grande intellettuale, che, contrariamente a tanti altri, è stato utile al suo Paese». Il sindaco Alemanno suggerisce che «ci mancherà la sua saggezza». Ma si sbilanciano anche Franceschini («Per D'Alema Mike era la televisione») e D'Alema («Un grande protagonista della tv, al quale mi sono sentito legato da un rapporto di affettuosa simpatia»). Mike era di tutti, e tutti ora vi si riconoscono. Lo juventino Boniperti e il ct Lippi («Era il fuoriclasse della mia gioventù»). Amedeo d'Aosta che rammenta la spedizione al Polo Nord. I delusi Mentana («Qualcuno lo aveva visto come un peso») e Magalli (fu solidale con me quando la Rai mi mise in panchina). I «rampolli» Baudo («Il mio punto di riferimento») e Bonolis («Dal vivo era come appariva in tv). Fedele Confalonieri s'inchina alla fantasia di Mike («Sorprendente come tutti i grandi artisti. Anche nella morte»), Arbore confessa d'essere stato «affascinato dal suo candore». Meno di tutti parla Fiorello. Era in ufficio quando ha saputo, è corso via, a casa, ha staccato i telefoni. Solo dopo ore scarne parole: «Ho perso il migliore compagno di giochi». Parla per lui Marco Baldini, testimone delle «zingarate» di Bongiorno, come «quando ci venne a trovare mentre facevamo VivaRadio 2 mascherato da barbone e lì cominciò la gag con Rosario. Sapete quale dovrebbe essere l'omaggio più giusto? che tutte le tv tacessero per un minuto». Una tentazione anche per Gerry Scotti, che obietta a caldo: «Fosse per me, stasera non andrei in onda».

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