Dipingere in bianco e nero
Unamarcia in più. Infatti una novità editoriale - e primo grano di una collana dedicata ai grandi del '900 in Italia - è l'elegante volume che De Luca Editori ha pubblicato, a cura del maggior specialista dell'arte figurativa italiana del secolo scorso, Giuseppe Appella: «Arnoldo Ciarrocchi: catalogo generale dell'opera incisa 1932-2002». Stampe e grafica in bianco-nero, infatti, vengono scorporate spesso dall'opera dei pittori poiché fin dalla loro nascita, dal secolo XV ad oggi, hanno conservato una forte manualità, un'artigianalità prolungata e faticosa che torna ad onore dei pittori, quasi avessero una marcia in più. Dal 1932, dalla prima natura morta con caraffa, piatti e uccello impagliato entro una spazialità classica e chiaroscurata, tutta la produzione grafica del pittore Arnoldo Ciarrocchi (Civitanova Marche, 1916-2004) su rame, legno, linoleum, è stata raccolta e pubblicata da De Luca, in una rigorosa operazione scientifica. Dall'iniziale tratteggio sottile e parallelo, ai nudi femminili, un Ciarrocchi che ci prende con «la sorpresa e lo sconcerto di opere così nuove», come scrive Appella.
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