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Fornabaio, la bacchetta in rosa che vince anche al pianoforte


Come sta vivendo queste settimane di post sbornia sanremese?
«Sono tornata ad Andria, per qualche giorno. Sono contenta di aver dato soddisfazioni ai miei genitori».
Quali?
«Ho firmato il contratto con la Warner il 25 febbraio».
Quando uscirà il suo primo disco?
«A maggio. Sarà un disco di piano solo, dunque sarò in veste di compositrice e pianista».
Diranno che è nata l'Allevi in gonnella?
«Spero di no. Il mio punto di riferimento è Sakamoto. Dopo di lui stimo molto Ludovico Einaudi».
Cosa ne sarà del suo duo Lafè du Cafè con Laura Seragusa?
«Proseguirà. In fondo con Arisa ho sentito che amava una dimensione musicale non troppo lontana da quella del duo».
E con Marco Carta come è andata?
«Non sapevo nulla di lui. Ho trovato subito molto interessante la sua voce».
Se dovesse valutare in percentuale il suo apporto in questa duplice vittoria?
«Non saprei proprio. Sono due artisti coetanei, arrivano dalla provincia come me, li vedevo molto tesi...Ho cercato di metterli a proprio agio. In tv si vedeva il mio cuore che batteva forte, ma sorridevo anche pensando alla loro emozione».
Si rende conto del suo record difficilmente superabile a Sanremo?
«Macché. Sono contentissima e mi godo questo momento ma penso di essere proprio all'inizio della mia carriera. Vedo il mio futuro nella composizione, nella musica da film, oltre che nel piano, ma spero anche di far emergere il lato ironico, che pure mi appartiene».

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