Una storia tristemente vera. L'odissea di un giovane di ...
Un giovane di Chieti, piccola città di provincia, che ha studiato a Bologna ed è chiamato a vivere a Torino questa sua prima tragicomica esperienza lavorativa. Durante la quale scopre l'assoluta alienazione dei rapporti in una azienda modello, i sindacalisti furbi e quelli che tirano a campare, il gioco delle parti nelle quali tutti recitano senza copione parti eternamennte immutabili. E ancora operai consapevoli e altri travolti da una attività disumanizzante a dispetto delle nuove teorie del lavoro formalmente in auge nell'azienda. Contratto a termine, ovviamente. Che non impedisce al protagonista, nel suo racconto in prima persona, di ergersi a impietoso giudice di coloro che dovrebbero giudicarlo, valutarne caratteristiche e disponibilità per decidere se sarà degno di lavoro o dovrà restare nel limbo del precariato, che è nei fatti un inferno, tra milioni di altri giovani come lui. Orletti si salva con una penna caustica e un fine senso dell'umorismo. Doti che gli consentono di non affondare e di trasformare il suo incubo in un resoconto di amara ma piacevolissima lettura. L.D.T.
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