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Reeves: "Sono libero solo quando<br/>ho il coraggio di essere me stesso"

È il caso del tedesco «Alle Anderen/Tutti gli altri» di Maren Ade che racconta le crudeltà di una coppia «scoppiata» per gli egoismi di due individui incapaci di confrontarsi tra loro. Conflitti familiari riaffiorano anche nel film fuori concorso, «The private lives of Pippa Lee» di Rebecca Miller, dove c'è un ruolo piccolo ma significativo per Monica Bellucci. Sulla diva italiana, ieri assente al festival berlinese come molte star in questa edizione, la regista americana - moglie di Daniel Day Lewis - ha rivelato di aver «scritto quel ruolo proprio per lei, dopo averla vista in un festival in Marocco. Ha una bellezza assoluta, è un'icona ed è allo stesso tempo molto dolce. Mi piace come ha recitato nel film, in modo antimelò. Quello di Pippa è un percorso verso l'autenticità, si toglie la maschera e cambia sia fisicamente sia interiormente».

La storia, ricca di flashback, è quella della bella 50enne Pippa (Robin Wright Penn) con un matrimonio in crisi, mentre la prima moglie del marito della protagonista è Gigi Lee (Bellucci), che si spara in bocca di fronte alla rivale. Prodotto da Brad Pitt e basato su un romanzo della stessa Miller, nel film recitano anche Maria Bello, Julianne Moore e Alan Arkin, nella parte del marito anziano di Pippa, ma ancora in grado di tradire la moglie con l'amica (Winona Ryder).

La rigenerazione di Pippa coincide con la relazione con un vicino di casa molto più più giovane (Keanu Reeves) che ha tatuato sul torace il volto di Gesù. «È stata una vera sfida interpretare un personaggio così ricco di sfumature e in mezzo a tante belle donne - ha detto Reeves che, pur avendo nella realtà due anni più di Wright Penn, recita la parte di un trentenne -. Credo nella libertà di essere se stessi, senza farsi intrappolare nelle proprie bugie, un po' come il mio protagonista».

Ieri è stato anche il giorno di Alba Rohrwacher, Shooting Star italiana di questa Berlinale, che ha appena finito di lavorare in «Io sono l'amore» con Tilda Swinton, presidente della Giuria berlinese: con Alba il 6 marzo uscirà poi «Due partite» di Enzo Monteleone, mentre sono in lavorazione altri due film nei quali è diretta da Giorgio Diritti e Silvio Soldini. È stata infine presentata a Berlino la Fip (Film Investment Piedmont), nuovo modello di finanziamento cinematografico che unisce capitale privato con finanziamenti pubblici. Si partirà con 12 milioni di euro. Maestri di cerimonia dell'evento berlinese, Severino Salvemini (presidente Fip), Steve Della Casa (presidente Film Commission Torino Piemonte) e Jim Stern per Endgame.

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