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De Ayala, madre surrogata per amore di un gay

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Protagonista della storia è Emmanuel (Lambert Wilson), aitante pediatra parigino, 40enne e gay che manda in crisi il rapporto con il compagno di molti anni, Philippe (Pascal Elbè), quando gli rivela il suo desiderio di diventare padre. Quando sfuma per Emmanuel la possibilità di adottare un bambino fingendosi eterosessuale, l'incontro con la giovane argentina, Fina (Pilar Lopez De Ayala) senza permesso di soggiorno, appare risolutivo. L'uomo le offre di sposarla per farle avere la cittadinanza e in cambio la ragazza accetta di essere messa incinta attraverso la fecondazione in vitro. Tutto va bene finché non entrano in gioco i sentimenti della ragazza, che si innamora di Emmanuel. Garenq, alla sua opera prima, non crede che «le famiglie omoparentali siano migliori, ma ho voluto fare un film equilibrato, che mostrasse le ragioni di tutti. In Francia, l'omosessualità è stata depenalizzata solo nel 1981, i gay si sono nascosti spesso in matrimoni di comodo, da cui nascevano dei figli, e che spesso culminavano in nuclei familiari distrutti». È d'accordo Pilar Lopez de Ayala, 30enne spagnola già vincitrice di un Goya (l'Oscar del cinema iberico), qui al suo primo film francese: «Anche riguardo alle scelte che fa una madre surrogata, "Baby love" lascia una porta aperta. Si vuole dare allo spettatore la possibilità di interpretare liberamente ciò che avviene».

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