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La fabbrica dei set


«Il numero degli operatori accreditati è stato di poco superiore a quello dell'anno scorso - ha spiegato Gosetti -. Sono stati 580 gli operatori presenti di solo 7 hanno alla fine rinunciato. Abbiamo allungato di un giorno e mezzo rispetto all'anno scorso la durata del mercato, privilegiando il numero dei compratori (260) contro quello dei venditori (97). Erano inoltre presenti 112 produttori, più le istituzioni, le agenzie e alcuni direttori di altri festival. Su 113 film e 153 proiezioni, i titoli che finora hanno più di altri destato l'interesse dei compratori internazionali sono stati "L'uomo che ama", "Eight" e "Il passato è una terra straniera". Sono inoltre stati siglati importanti accordi di coproduzione, come quello tra Lazio e Brasile. Agli operatori è piaciuta la durata che è giusta, se si considera che il grande American Film Market di Los Angeles si svolge per 4 giorni (1-4 novembre). Quello di Roma è l'unico mercato possibile, visto che quello di Milano è finito e l'altro di Venezia è un progetto ancora lontano. Anche la nostra formula è piaciuta molto, imparagonabile a quella di Cannes: la scelta del periodo è assolutamente giusta e il modello di Business Street è legato ad una selezione che mette insieme persone con un reale interesse a concludere affari. La nostra è insomma una formula simile a quella di una boutique e lontana dalla grande catena di distribuzione».
Identica soddisfazione l'ha poi espressa Teresa Cavina, direttore della Fabbrica dei Progetti (ex New Cinema Network), programma del Festival dedicato al sostegno della produzione del cinema indipendente: un mercato di co-produzione dove i registi trovano il luogo ideale per presentare i loro progetti e instaurare rapporti di co-produzione europea. «Nella Fabbrica abbiamo avuto 26 film da realizzare su cui 60 produttori hanno lavorato. Ieri una giuria, formata da tre produttori (l'italiana Rosanna Seregni, il serbo-francese Cedomir Colar e lo spagnolo Simon De Santiago) hanno premiato con 30 mila euro l'italiano Andrea Segre per il progetto da realizzare dal trattamento "Shun Li e il poeta", storia di una immigrata cinese che da Torpignattara va a Chioggia e s'innamora di un pescatore del luogo».
L'ultimo appuntamento del mercato si è svolto ieri con il World Going Digital, ideato da Api in collaborazione con Anica e The Business Street. Il convegno si è aperto con una sessione dedicata ad autori e sceneggiatori e alle modalità per far rispettare i loro diritti economici nello sfruttamento dei dvd e nei new media. Patric Verrone, a capo del sindacato degli sceneggiatori Usa che misero in ginocchio Hollywood con un lungo sciopero (conclusosi però con un nuovo contratto che prevede un maggior compenso per il momento creativo iniziale), ha spiegato come «le nuove tecnologie stiano cambiando il mondo del cinema: Internet può rappresentare una forma di distribuzione inedita e a costi molto bassi».

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