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Il gioco più bello del mondo raccontato dal Maestro

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«Il mestiere di calciatore» edito dalla Book Time è un libro pubblicato in prima edizione 36 anni fa, nel 1972 e nuovamente tra gli scaffali delle librerie grazie a Paolo Brera, figlio dello scrittore di San Zenone. Contiene ritratti indimenticabili dei migliori calciatori italiani, penetranti rivalutazioni di atleti la cui bravura, meno evidente, aveva però una grande importanza tattica nel periodo in cui si preparava il trionfo della scuola calcistica italiana. É il caso di Giovanni Ferrari, due volte campione del mondo - 1934, 1938 - e campione d'Italia per ben otto volte con le maglie di Juventus - quella del quinquennio tricolore di inizio anni '30 - Inter (due scudetti) e Bologna. Il saggio, scritto con stile inconfondibile, innovativo e moderno, racconta il mestiere di calciatore, ne delinea nei particolari l'evoluzione e ne impone i comandamenti che - nonostante il tempo - restano attualissimi. Brera racconta le grandi scuole calcistiche, ci fa viaggiare nella macchina del tempo, ci fa riscoprire sapori antichi di un calcio che non c'è più. Lo stile di Meazza, la tecnica di Di Stefano, la classe di Pelè, l'esplosività di Riva, le capacità tattiche di Fulvio Bernardini: ritratti di calciatori che hanno scritto pagine di storia calcistica nel corso degli anni. Quello del calciatore, in Inghilterra, «era un mestiere umile, al quale si abbassavano popolani poveri e non molto propensi a respirare polvere in miniera o vapori fetidi in filanda. In tutto il resto del mondo, il calcio si è diffuso alla fine del secolo diciannovesimo e veniva praticato da gente agiata, che aveva scarpe e tempo libero, nonchè un plus calorico da spendere. Fare sport era già sentirsi moderni e sull'umiltà del pedatare non si sottilizzava più di tanto». Il saggio prende in esame la professione di calciatore, ruolo per ruolo, facendone conoscere i migliori interpreti, le tattiche, gli schemi, passando in rassegna tecnici, allenatori e maestri. Da Nereo Rocco a Helenio Herrera, da Vittorio Pozzo a Gipo Viani. L'autore ci regala un meraviglioso tuffo nel passato ricordando come, «il calcio sia il gioco più bello del mondo». É un libro da leggere tutto d'un fiato.

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