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Alessandro Fusco <br/> <br/> CARPI ...


A 100 anni dalla sua epopea che data 24 luglio 1908, Olimpiade di Londra, il comitato promotore della Giornata mondiale del Centenario animato da Ivano Barbolini ha organizzato una due-giorni di celebrazioni culminata nell'inaugurazione del monumento a Pietri in Carpi, sua città d'adozione dove, ancora dodicenne si trasferì dalla natìa Mandrio di Correggio al seguito della famiglia. L'antipasto si è già avuto mercoledì pomeriggio con il convegno «50 anni di Azzurri con le stellette» dedicato al fondamentale impegno dei gruppi sportivi militari per lo sport italiano, cui è seguito il concerto serale che ha visto protagonisti Enrico Ruggeri, i Pooh, i Tazenda ed altri artisti.
Il piatto forte è giunto ieri, 24 luglio, centesimo dell'impresa che vide cadere più volte Dorando Pietri in vista del fatale filo di lana, varcato poi con l'aiuto di un giudice, dello stadio di White City a Londra, proprio dove oggi sorge una delle sedi della BBC. La Messa nel Duomo di Carpi e l'annullo postale in piazza dei Martiri hanno fatto da corollario all'inaugurazione della mostra «Dorando Pietri tra mito e realtà», presso la sala Cervi del Castello dei Pio. Oltre ai rappresentanti delle istituzioni locali numerosi sono stati gli Azzurri del passato che hanno onorato la memoria di Pietri. Berruti, Simeoni, Fogli, Guida, Lambruschini e Bordin sono stati i presenti testimoni del frutto dell'esempio di Pietri. La mostra si è avvalsa del prezioso archivio della Società ginnastica La Patria di Carpi, per i cui colori l'apprendista pasticcere Pietri correva. Straordinarie foto d'epoca e documenti e reperti d'ogni genere arricchiscono la rassegna che racconta la vita e lo straordinario talento del maratoneta emiliano.
La kermesse è proseguita con l'inaugurazione del monumento in via Cattani, opera in bronzo alta circa sette metri del maestro Morsani che raffigura Pietri nel gesto della corsa.
Particolarmente significativa la presenza di due trofei che definiscono la grandezza dell'episodio londinese. Il rappresentante della Federazione di atletica statunitense Baxter, in segno di riconoscimento, ha portato la medaglia d'oro che fu appesa al collo del maratoneta di origine irlandese Hayes, cui venne conferita dopo la squalifica di Pietri.
La società ginnastica La Patria ha, inoltre, concesso la visione della coppa d'argento che la regina Alexandra, impressionata dalla sconfitta dell'atleta italiano imposta solo dal regolamento, volle donare a Pietri in memoria del suo valore. «Io sono colui che ha vinto e perso la vittoria» si definì un giorno Dorando, ma la gloria immortale nessuno potrà più portargliela via.

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