Dina D'Isa [email protected] Sebbene il cinema italiano ...
Le industrie cinematografiche sono ancora troppo piccole rispetto rispetto alle sfide di una competizione sempre più globale e dipendono ancora troppo dal finanziamento statale. Mentre si spende poco per marketing e promozione e la Rai non promuove adeguatamente il cinema italiano sul piccolo schermo. Inoltre, si investe poco in ricerca, sperimentazione e nella formazione di nuovi talenti. È ormai necessario aprire questa industria a capitali nuovi. E a suggerirlo era già stata Gabriella Carlucci, Responsabile Cultura di Fi, che è riuscita a far approvare le nuove norme, in una logica assolutamente bi-partisan durante l'iter della Finanziaria 2008. Dopo che i provvedimenti erano stati di recente sospesi dal ministro Tremonti, il mondo del cinema è insorto, minacciando addirittura il ritiro dei film nazionali dai festival internazionali. Ma ora, grazie all'intervento del ministro Sandro Bondi e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta (che hanno accolto la protesta unanime del gotha del cinema), i provvedimenti sono in fase di recupero. L'occasione per sottolineare questa vittoria è giunta ieri, con la presentazione capitolina, a Palazzo Marini, del libro "Il Mercante e l'Artista" di Gabriella Carlucci e Willer Bordon (edizioni Spirali, pp. 340, euro 20), una sorta di vademecum all'interno delle innovative misure fiscali, curato dall'Istituto italiano per l'Industria Culturale, con la presentazione del ministro Sandro Bondi e la postfazione del direttore del Dipartimento Cinema del ministero per i Beni Culturali, Gaetano Blandini. «Questo testo è una riflessione seria e rigorosa sui problemi del cinema - ha detto il ministro Bondi, presente all'iniziativa, ringraziando il ministro Tremonti e l'onorevole Letta che hanno e i tutti i parlamentari che hanno reso possibile il risultato -. Alla base è evidente un impegno politico bi-partisan di Carlucci e Bordon che ha portato ad importanti risultati legislativi. Per il cinema, vorrei battermi per raggiungere due obiettivi: la defiscalizzazione e la creazione di un'agenzia nazionale del cinema italiano sul modello francese. Per una buona collaborazione con i privati bisogna che i loro sostegni siano defiscalizzati. Inoltre, per il futuro penso alla proposta di istituire un'agenzia nazionale per il cinema che unifichi tutte le varie e diverse responsabilità e istituti operanti nel settore del cinema». Tax credit e tax shelter sono «strumenti per la vera libertà d'espressione e per la libertà da statalismi - ha spiegato l'onorevole Carlucci -. La quota di mercato del cinema italiano cresce di anno in anno ed è giusto che ci siano provvedimenti che incentivino questo andamento, anche da parte dei piccoli imprenditori o dei singoli cittadini. Ecco perchè ministero del Lavoro e ministero per i Beni Culturali hanno creato un portale all'interno di listaspettacolo.it, dedicato a quanti vogliono investire nel cinema e a quanti cercano fondi, il tutto con tax credit e tax shelter, naturalmente». È stato poi ricordato come la quota di mercato del cinema italiano sia cresciuta dal 22 per cento nel 2002 al 32 per cento nel 2007, e salita ancora al 33 per cento nel primo semestre del 2008. Mentre nel 2007 si sono registrati 250 milioni di euro di investimenti privati a fronte di soli 63 milioni di euro di intervento pubblico. All'iniziativa erano presenti - tra gli altri - anche il presidente di Cinecittà Studios Luigi Abete, il presidente dell'Api Angelo Barbagallo, il vice presidente dell'Anica Riccardo Tozzi, Giancarlo Giannini, Michele Placido e il presidente dell'IsICult, Angelo Zaccone Teodosi, il quale ha stimato che «nel biennio 2008-2010 si dovrebbero investire circa 150 milioni di euro». In prospettiva, dovrà essere possibile anche al singolo cittadino investire i propri risparmi nei film che gli sembreranno rispondenti al proprio gusto, tenendo presente il regista preferito, l'attrice o l'attore amato e persino l'idea della storia che più lo ha colpito.
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