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Dante Alighieri, il grande poeta appassionato di musica e versi


Lo testimonia ad esempio il Boccaccio, fine esegeta, nella sua Vita di Dante quando asserisce che il grande poeta fiorentino «sommamente si dilettò in suoni e in canti nella sua giovinezza e a ciascuno che a quei tempi era ottimo cantore o sonatore fu amico ed ebbe sua usanza ed assai cose da questo diletto tirato compose, le quali di piacevole e maestrevole nota a questi cotali facea rivestire». Del resto nel De Vulgari eloquentia lo stesso Dante chiarisce la sua estetica quando definisce la poesia «niente altro che una finzione retorica posta in musica». Abbondano per altro nel Divino Poema precisi riferimenti alla musica del suo tempo sia sacra che profana, dal soave canto di Matelda alle corone osannanti di beati, dai canti di lode e preghiera del Purgatorio (Te Deum laudamus, Gloria o il Salve Regina della valletta amena), così come riferimenti alla tecnica polifonica (il falso bordone) o a illustri personaggi d'epoca (come il musico Casella, di cui la musica è andata perduta). Più occhieggianti la musica profana e le monodie invece le opere minori di Dante. Del resto il «dolce stil novo» dei Sonetti danteschi influenzò anche non poco la polifonia trecentesca della cosiddetta Ars Nova fiorentina (madrigali, cacce e ballate).
Col tempo però l'opera dantesca si rivelò davvero una miniera inesauribile di spunti per i compositori, dalla Francesca da Rimini a Gianni Schicchi, dalla Pia de' Tolomei al Conte Ugolino. Senza parlare del magniloquente Liszt della Sinfonie Dante in tre movimenti (Inferno, Purgatorio e Magnificat) e della Fantasia quasi Sonata «après une lecture de Dante».
Forse sull'abbrivio del ritorno di fiamma del divino poeta, celebrato ed evocato da un magistrale divulgatore come Benigni anche sulle pubbliche piazze italiane, ecco la 63ma Sagra musicale umbra del nuovo corso, diretta dal compositore Alberto Batisti, accettare l'impegnativo tema dantesco come filo conduttore della importante rassegna perugina che si terrà dal 12 al 26 settembre. Ad aprire e chiudere due dei sommi capolavori della musica sacra europea di tutti i tempi come la Missa solemnis di Beethoven con l'orchestra Haydn di Bolzano diretta da Kuhn e la Messa in si minore di Bach con l'Accademia Bach di Stoccarda. Ma l'itinerario passa per la musica del tempo di Dante (con il gruppo medievalista di Assisi Micrologus) e per le opere ispirate da Dante, come le ricordate partiture lisztiane, le verdiane Laudi alla Vergine dal canto XXXIII del Paradiso, molte liriche di Rossini, Donizetti e Castelnuovo Tedesco concepite su versi danteschi.
Verranno anche approfonditi i rapporti di Dante con i trovatori e il mito di Dante nella musica dell'Ottocento; una chicca sarà la proiezione di due film muti del 1910-11 ispirati all'Inferno. E non mancheranno opere di espressa composizione come quella di Roger Marsh ispirata dal Conte Ugolino affidata all' Hilliard Ensemble.
Come dire insomma che anche in musica Dante è più contemporaneo e attuale che mai e soprattutto fonte inesauribile di ispirazione musicale. Per non dire della sua sostanza umana e spirituale sempiterna.

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