Visto da fuori
Tremavo per lei. Michelle è una di noi, una di Mediaset, che stimo molto; così ho trattentuto il respiro sperando che filasse tutto liscio. È stata formidabile: ha superato a pieni voti l'esame di maturità Sanremo: ridendo meno rispetto a "Striscia la notizia", è riuscita a far risaltare la sua classe. L'affermazione della Hunziker è merito anche della generosità di Pippo Baudo, che ha investito sui giovani fin dai tempi di Lorella Cuccarini. Mi colpisce la sua capacità di rinnovarsi e di non perdere mai il passo con le nuove generazioni. Più che risultare giovane, Pippo "è" giovane: nella testa e più ancora nell'anima. Ho guardato le prime due serate del Festival di Sanremo a casa mia con una decina di amici, che nei momenti meno coinvolgenti hanno organizzato una sorta di contro-Festival casalingo con un amico al pianoforte e tutti a cantare in coro classici come "La mia banda suona il rock" di Ivano Fossati. Alcuni artisti, però, li abbiamo ascoltati in rigoroso silenzio: è il caso di Milva, che mi ha entusiasmato. Nelle posizioni d'onore della nostra classifica di gradimento Milva è in compagnia di Simone Cristicchi e Mango, che hanno fatto un'ottima impressione. Mi aspettavo di più da Marcella e Gianni Bella; ma in generale questa edizione può contare su proposte artistiche assai variegate: dal musical di Tosca al divertimento della "Paranza" di Silvestri, fino al grande Al Bano. Chi vincerà? Non credo Fabio Concato, anche se lo adoro e ho tutti i suoi dischi, perché il brano sui cinquantenni disoccupati è troppo di nicchia. Se fossimo ancora nell'era della "canzone da Festival" i favoriti sarebbero Milva, Dorelli o Mango; però anche Sanremo si rinnova, quindi riflettori puntati su Daniele Silvestri, Zero Assoluto e Simone Cristicchi, che nel duetto con Sergio Cammariere mi ha fatto venire la pelle d'oca. E quando mi viene la pelle d'oca, fisicamente, succede sempre qualcosa di piacevole. Fra i giovani ho grossa stima per Fabrizio Moro, anche se nelle interviste esagera con la storia strappalacrime della sua vita da facchino: "Pensa" è un j'acuse alla mafia ma anche, o forse soprattutto, un inno al coraggio. Quel coraggio dimostrato da eroi come Borsellino, Falcone e tutte le vittime di mafia, anche quelle più anonime ma non meno coraggiose.
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