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Le «scatole del tempo», nuovo ordine del cosmo

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Nel capoluogo giuliano è in mostra la maniacale attitudine al collezionismo dell'artista. Oggetti, foto, ritagli di giornali, cartoline, persino inviti a mostre, party, anteprime cinematografiche e quant'altro colpiva la sua attenzione e offriva spunto alla sua furia creativa veniva conservato da Warhol in scatole di cartone. Le «Timeboxes» (scatole del tempo) messe insieme dal principe della pop-art sono oltre 600 (fino a oggi, ne sono state aperte solamente un centinaio) e sono conservate negli archivi del Museo Andy Warhol di Pittsburg che, per la prima volta, ha acconsentito a inviarne una parte in Italia, allo scopo di realizzare la mostra «Andy Warhol's Timeboxes» allestita, a cura di Gianni Salvaterra, al Centro Espositivo d'Arte Moderna e Contemporanea (l'ex Pescheria Centrale) di Trieste. Promossa dal Comune di Trieste e prodotta dall'associazione culturale modenese Art Lab, la mostra espone fino al 22 ottobre prossimo oltre 500 opere del geniale artista americano di origine cecoslovacca, del quale l'anno prossimo cadrà il ventennale della scomparsa: quadri, foto, oggetti, libri, locandine di film, copertine di dischi e della rivista «Interview», film e video, peraltro tutti compresi nel prezioso catalogo di Federico Motta Editore che riproduce la grafica e l'impaginazione dell'«Index Book» di Warhol. Nel vasto spazio dell'ex Pescheria triestina sono state montate sei installazioni a forma di piramide delimitate da pareti di cartone, al cui interno si sviluppano i temi principali dell'opera di Warhol: l'oggettistica, la quadreria, gli screen-test, la grafica, il Cinema, la Silver Factory. Ciascuna piramide, inoltre, è rivestita all'interno con riproduzioni della carta da parati su cui Warhol si era divertito a ripetere alcuni celebri simboli della sua arte, dalla foto della testa di una mucca allo schizzo del Washington Monument (l'obelisco in fondo al viale su cui si affaccia la Casa Bianca). Fra le «Timecapsules» (come le battezzò l'eccentrico artista) in mostra a Trieste non mancano i modelli che hanno poi generato opere celebri di Andy Warhol, come il barattolo della zuppa Campbell, la bottiglia della Coca Cola, le scarpe, e personaggi che hanno segnato i decenni scorsi, fra i quali John Lennon, Marilyn Monroe, Liza Minnelli, Grace Jones, John Gotti, Aretha Franklyn, il tennista nero Arthur Ashe, Paul Anka, Mao, lady Diana. «La mostra intende rappresentare la complessa verità dell'uomo e dell'artista Warhol analizzando il suo universo messo a confronto con quello metropolitano cresciuto nel disordine e sull'orlo del fallimento - osserva il curatore Gianni Salvaterra - Warhol tenta, attraverso il fissaggio della memoria civile, poetica e storica dell'essere umano, la sistemazione di un cosmo osservato nella sua proliferazione irrefrenabile, lanciata con dispersioni all'infinito. Ricordare, conservare, inscatolare è per Warhol vivere nel presente senza nulla rifiutare di ciò che esiste, fissare l'intuibile dai sensi».

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