Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Morricone, nell'Arena un uomo e la sua musica

default_image

  • a
  • a
  • a

Il tutto accadrà il 24 luglio. Una serata di grandi emozioni, di alta spettacolarità e, manco a dirlo, di altissimo livello musicale. Il maestro Ennio Morricone non è nuovo ad operazioni del genere, anche se, con infinita modestia, preferisce qualificarsi come "semplice" compositore: «Lo confesso: non sono un direttore d'orchestra. Sono solo un compositore che dirige le sue opere; non mi sono mai azzardato a dirigere altro. Come dire: se devo rovinare qualcosa con la mia bacchetta rovino la mia musica, mica quella di Mozart o Beethoven». A nulla servirebbe aggiungere che gran parte dei teatri e delle istituzioni musicali del mondo la pensano diversamente. Il maestro è fatto così. Considera il suo lavoro come un fatto evocativo, legato all'ispirazione, anche alla specializzazione, ma in fondo preferisce l'aspetto artigianale, il rapporto con i registi, a cui tiene moltissimo. Ennio Morricone è uno dei pochi compositori italiani venerati all'estero e in certi paesi - per esempio negli Stati Uniti o nel nord Europa - la sua popolarità è superiore a quella, pur vastissima, ottenuta in Italia, ma ciò non sposta di un millimetro il suo approccio alla musica, che rimane di assoluta spontaneità. Maestro Morricone, cosa accadrà la sera del 24 luglio all'Arena di Verona? «Presenterò una selezione delle mia colonne sonore. Dico una selezione perché, non potendo presentarle tutte, farò un mixing fra le più note e quelle che contengono temi molto celebri. Confesso di sentirmi un po' vincolato, piacevolmente vincolato». In che senso? «Guai se non includo le colonne sonore dei western di Sergio Leone e infatti ci saranno "Il buono, il brutto e il cattivo", "C'era una volta il West" e "Giù la testa". Se poi non faccio "Mission" la gente si offende». E per quanto riguarda i temi celebri? «Ci saranno i temi tratti da "Il clan dei siciliani", "Sacco e Vanzetti", "Metti una sera a cena" e i tre adagi di "C'era una volta l'America"». Ascolteremo nuovi arrangiamenti? «No. Presenterò le musiche esattamente come sono state scritte, senza nessun arrangiamento. Semmai ci sarà qualche piccolo accorgimento, visto anche il posto dove verranno presentate». Si riferisce ad accorgimenti strumentali? «Beh, per esempio, il tema di "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" comincia con un assolo di mandolino, un suono troppo esile per l'Arena di Verona. Così l'ho trasformato in un pizzicato di cinque primi violini. Suonare davanti a quindicimila persone non è semplice». Su che tipo di organico potrà contare? «95 musicisti, 90 coristi. Ma sono tranquillo. Si tratta di maestri abituati a lavorare con i maggiori direttori. Un pubblico del genere ti incoraggia a fare meglio». Ha pensato anche ad una ipotesi discografica? «No, onestamente non mi sembra un'idea percorribile. Al di là dei costi, ci sono già i miei dischi che contengono tutte le versioni ufficiali. Credo che il pubblico non debba mai essere raggirato con operazioni più commerciali che artistiche». Che rapporto ha con i suoi dischi? «Dipende. A volte preferisco avere un rapporto di fedeltà con le partiture più che con i dischi. Un fatto di amore ma anche di fedeltà. Il disco deve accontentare più l'ascoltatore, al limite il grande appassionato, il collezionista. Anche se mi sembra che tutto questo stia un po' cambiando. Chissà». Dunque un allestimento così imponente per una sola serata? «Non proprio. Il concerto verrà replicato a Taormina il 25 luglio e in seguito ci saranno varie date europee, grazie anche alla sponsorizzazione di Giorgio Armani». Prossimo film? «Ho appena finito di scrivere le musiche dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore, "La sconosciuta". Un film con Claudia Gerini, Pier Ferdinando Favino e Michele Placido». Di che si tratta? «Sono contrario da sempre a raccontare la mia musica. Non saprei farlo. Posso dire che si tratta di un film molto complesso. Anche le musiche lo sono. Tornatore è un grande appassionato di cinema. Come qu

Dai blog