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di DINA D'ISA «QUELLO che dice sul nostro film non mi riguarda».

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«Ciò che più conta per me sono le parole di mio figlio, quando mi ha detto: bravo papà», ha aggiunto Barbagallo, felice per le 13 candidature ricevute dal film alla 50esima edizione dei David di Donatello e per il successo al box office che premia la pellicola campione di incassi. Il riconoscimento dei David dalla giuria di 1200 addetti ai lavori in campo cinematografico catapulta infatti «Il caimano» e «Romanzo criminale» in pole position per numero di nomination. «Sono film molto diversi — ha proseguito il produttore del Caimano —. Però, raccontano entrambi pezzi della nostra storia e, con modalità opposte, sono riusciti a raggiungere il cuore degli spettatori. Le accuse di strumentalizzazione e la bagarre politica hanno sicuramente aumentato il rumore. Ma eravamo già convinti che si trattasse di un film capace di raggiungere un pubblico più ampio delle solite platee a cui si rivolge Moretti. L'analisi è confermata dai numeri: circa 4 milioni e mezzo di euro al botteghino in due settimane, che già rappresentano il più alto incasso mai totalizzato dai film di Moretti nel breve periodo. Se continua così, le stime ci autorizzano a prevedere che il dato troverà riscontro pure in termini assoluti». Un'altra conferma giunta dalla conferenza dei David riguarda il cinema italiano che sembra ormai davvero uscito dalla crisi. «La rinascita è iniziata più di cinque anni fa — ha precisato il fondatore della Cattleya Riccardo Tozzi, nel serrato confronto che oppone «Romanzo criminale», da lui prodotto, a «Il Caimano» —. È un ottimo risultato che non trovo affatto stupefacente. Per quanto diversissimi, i due film incarnano il ritrovato coraggio da parte di autori e produttori, di affrontare e incontrare il pubblico». Chiamato in causa, Giancarlo Leone, di Raicinema, ha poi ricordato come la volontà di andare in seconda serata «è una scelta richiesta dall'entourage dei David. È, dunque, un problema del direttivo del premio». Anche da Alberto Francesconi arrivano toni entusiastici per l'andamento attuale del cinema italiano: «Il nostro cinema è vivo e vitale. La penetrazione di mercato nell'ultimo trimestre è addirittura al 34,6 per cento». Uno stato di grazia, sottolineato da Paolo Ferrari, presidente dell'Anica: «La lista dei candidati ai David è una delle migliori degli ultimi anni. Ci aspettiamo così maggiore attenzione da parte del Governo». Per Gaetano Blandini, direttore generale cinema al ministero dei Beni Culturali, «i tagli al Fus che hanno colpito il cinema non sono un problema di governo, ma di regole e risorse. Queste spese non sono state ritenute prioritarie, ma va detto che chi investe in questo settore produce ricchezza e lavoro. Ora, gli ingredienti li abbiamo tutti».

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