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Ronaldo, un dio dell'ingegneria

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Mancano pochi minuti alla fine ed è ancora pareggio. Una squadra in grande stile, capeggiata da Ronaldo, si è ripetutamente scagliata invano contro le muraglia dell'eccellente difesa avversaria. Ronaldo ha fatto un ulteriore tentativo ed è caduto in terra. Sembra un atleta vinto, con lo sguardo smarrito alla ricerca di qualcosa che solo lui vede. È la palla. Ed ecco che all'improvviso la palla rimbalza su un giocatore del Depor e passa davanti a Ronaldo, come se volesse esortarlo ad alzarsi e a seguirla per ballare un samba. La palla gli sta dicendo: Tu sei il primo nel carnet di ballo. L'atleta caduto obbedisce, si alza. Recupera la palla con la punta della scarpa e guarda verso la porta. È il suo momento, l'istante tecnico in cui sa misurare come nessun altro il corridoio che lo porta verso il goal. Dà inizio alla rincorsa e al dribbling a costo di quanti avversari si frappongono e, prima dell'uscita del portiere del Depor, il goal è servito. La magia di Ronaldo ha funzionato ancora una volta.

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