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di ALESSANDRO GIANNOTTI ELVIS Presley amava a tal punto gli abiti che per importanza ...

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Sta uscendo in questi giorni negli Usa libro «ElvisFashion» in cui la giornalista musicale Julie Mundy ripercorre la carriera del cantante americano attraverso la sua immensa collezione di abiti, in esposizione in quella che fu la sua casa, Graceland, e dalla sua morte avvenuta il 16 agosto 1977, un museo visitato ogni anno da milioni di fans. «Nella vita di tutti i giorni amo indossare abiti classici, semplici, qualcosa che non sia troppo appariscente, ma sul palcoscenico i miei costumi devono essere esagerati» disse il cantante nel 1956. E allora, eccoli, questi costumi coloratissimi realizzati da disegnatori come Bill Belew, Bernard Lansky, Sy Devore e dalla famosa Edith Head che per Presley creò il guardaroba di quasi tutti i suoi film. Un amore grande per la moda, quella moda che diventava tale perché tutti, poi, lo copiavano. Ricchissima la collezione che ha lasciato e che spazia dai vestiti a gioielli quasi sempre in oro giallo e col suo nome scritto con pietre preziose sia sugli anelli, che sulle cinture o le catene, spesso over-size. Ma un capo è mancato nel guardaroba di Elvis nei primi periodi della carriera, il jeans in denim. Gli ricordavano quando, da ragazzino, non aveva soldi e non poteva permettersi niente altro. Poi anche lui iniziò a indossarli, ma solo Levi's o Wrangler. Famose le sue tute in raso, gli abiti con le giacche svasate a uno o a quattro bottoni, i bomber da motociclista, i foulards legati al collo, le camicie di seta raramente in tinta unita, i mantelli, i cappotti in pelliccia. E uno dei grandi della moda, Gianni Versace, disse di Elvis: «Avrei dato qualsiasi cosa per disegnare per lui».

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