di JERRY BORTOLAN ROMA oltre ad essere la capitale d'Italia, è diventata anche il punto ...
Prima "cenerentola" della cucina, oggi, grazie alla crescita vorticosa di nuovi ristoranti è diventato il centro più all'avanguardia nelle innovazioni sia nel campo strutturale dei locali, che per i piatti che fanno tendenza. In questo mese, i riflettori saranno puntati sulle new entry della ristorazione: sia per quelli che si sono rifatti un "restiling" che per i nuovissimi, che vogliono strabiliare per novità strutturali che per audaci proposte culinarie. Ne segnaliamo alcuni che ci sembrano in regola con i dettami delle novità: il «Moma», in via San Basilio, tra piazza Barberini e Via Veneto; la «Trattoria», a piazza Rondinini a cento metri dal Senato; il «Pagliaccio» in Via Monserrato, a 200 metri da Campo de' Fiori. La novità più intrigante però, sarà l'apertura de l'«Altro Mastai», appena fuori dal triangolo delle bevute e dallo struscio mondano di piazza Navona e Campo de' Fiori, in via dei Banchi Nuovi, a pochi passi dal Cupolone. Dare un'anima a questo particolare ambiente non è stato facile: ci vuole cultura, estro, passione e fantasia per rischiare ma soprattutto umiltà. Dopo un'attenta ricerca, le cucine sono state affidate al 32enne chef Fabio Baldassarre, che vanta una solida formazione nelle cucine "stellate" di Raymond Blanc, e di Heinz Winckler, e di Heinz Beck di cui è stato il sous-chef. Esperienze importanti per fare proprie le tecniche usate per cucinare, come volatili e carni, dandogli quel tocco di profumo della Mittle Europa, mantenendoli senza perderne la robusta struttura. Ma Fabio non dimentica la sua cultura, né i ricordi della sua terra, si cimenta anche con un menù di impronta mediterranea: razze, ricciole, triglie, ricci, gamberi di fiume, baccalà, elementi che non fa "sparire" tra salse e schiume (tanto di moda nell'alta cucina), e le integra con le erbe amare dell'orto, della nostra campagna, erbe che completano anche il vestito per le carni. Il giovane punta in alto per non deludere i suoi maestri. Il futuro parlerà per lui. Chi non ha bisogno di pubblicità è l'«Harry's Bar», lo storico locale di via Veneto conosciuto in tutto il mondo, quando la "dolce vita" gli girava intorno. È lì da tanto tempo, ma mostrava gli anni che si portava dietro, per questo aveva bisogno di un restiling approfondito. Per dare un segnale forte e riportarlo ai fasti degli anni cinquanta Rino Lepore, il patron, ha voltato pagina: cucina, sala, bar, esterno, sono state affidate ad un team di elevata professionalità che, con dinamismo e simpatia, si prenderanno cura del cliente, tanto da farlo sentire come tra le pareti di un club esclusivo. La cucina è stata affidata ad un giovane chef di 27 anni, Fabio Vitale con esperienze di cucine europee, ed internazionali. Proporrà diversi menù: un ligth-lunch per uomini d'affari, uno dietetico per le signore, ed uno della tradizione romana che però strizza l'occhio agli aggiustamenti che la fantasia dello chef tradurrà in innovativi. È una scommessa che Lepore non vuole perdere: a via Veneto è tornata una stella.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo