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Addio a Lynn Chadwick, il grande scultore delle «Stagioni»

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Con Kenneth Armitage e Anthony Caro, Chadwick è stato uno dei fondatori del gruppo dei «Giovani scultori britannici» che nei primissimi anni Cinquanta seppe imporsi sulla scena artistica internazionale per capacità di rinnovamento sia nel campo dei materiali usati che in quello dei contenuti. Autore di sculture «in equilibrio» in ferro e vetro, il capolavoro di Chadwick è considerato l'opera «Le stagioni» (1955), esposta a Londra all'Art Council of Great Britain. La consacrazione internazionale risale al 1956, quando ottenne il premio di scultura della Biennale di Venezia. Sempre in quell'anno fu incoronato dalla critica come erede naturale di Henry Moore, il maggiore scultore britannico del Novecento. Le prime opere di Lynn Chadwick sono «mobiles», risentono cioè dell'influenza dello scultore statunitense Alexander Calder (1898-1976), a cui si devono i pionieristici esempi di sculture che acquistano movimento. Attraverso opere «in equilibrio», contenenti un'idea di forma animale, Chadwick è passato poi alla rappresentazione di esseri antropomorfici, di ambigue creature reali-irreali. Nato il 24 novembre 1914 a Londra, Lynn Chadwick iniziò la sua carriera artistica nel 1946 lavorando con l'architetto inglese Rodney Thomas. Fortemente influenzato dall'esperienza del Surrealismo, fu poi attratto dall'opera dei congegni fantastici di Calder: negli anni Cinquanta fu uno dei principali utilizzatori di materiali industriali come lamiere, profilati, tondini e tubi metallici per realizzare sculture. Grazie al premio internazionale della Biennale di Venezia, Lynn Chadwick espose le sue opere nella seconda metà degli anni Cinquanta a Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Monaco di Baviera, Vienna, Roma, New York. Da allora le sue creazioni sono presenti in una settantina di collezioni pubbliche sparse in giro per il mondo. Lynn Chadwick ha avuto frequenti rapporti con l'Italia. Nel 1959, a tre anni di distanza dalla vittoria alla Biennale di Venezia, fu insignito del primo premio del concorso internazionale del Bronzetto a Padova. Ha quindi partecipato alla Biennale di scultura di Carrara e una sua opera in ferro è installata in una pizza di Spoleto, in Umbria. R. T.

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