cerca

I telefilm non sono più di serie B, adesso hanno anche un festival


L'iniziativa è stata presa dagli stessi responsabili dell'Accademia dei telefilm, l'associazione che è nata, qualche anno fa, con il fine di divulgare, in Italia, la cultura delle serie Tv in cinquant'anni di storia della televisione italiana. L'appuntamento è fissato a Milano per i giorni 23, 24 e 25 giugno prossimi. Una manifestazione che si occupasse di un prodotto amatissimo, come il telefilm, ma a torto, considerato di secondaria importanza per il piccolo schermo, era del tutto assente nel panorama delle iniziative a livello europeo. Quella italiana è, quindi, la prima in assoluto. In tre giorni sono previsti incontri, dibattiti, iniziative collaterali alle quali parteciperanno osservatori ed esperti europei e statunitensi. Ma, dicono gli organizzatori, il vero protagonista sarà, soprattutto, il pubblico che si è identificato in molti dei personaggi di telefilm divenuti veri e propri «cult» del passato e del presente. E' allo studio, tra l'altro, la possibilità di realizzare una retrospettiva di tutte le principali serie Tv rimaste nell'immaginario collettivo di intere generazioni, partendo da quelle degli esordi come «Il dottor Kildare» apparsa alla fine degli anni '50 sulla nostra Tv in bianco e nero, per arrivare alle più attuali «Dallas» (nella foto, Larry Hagman e Linda Gray), «Dinasty», fino alle recentissime serie come «I Soprano» e «C.S.I.» che, attualmente, su Italia uno, in prima serata, sta conquistando, settimanalmente, più di tre milioni e mezzo di spettatori. Ma ci saranno anche tavole rotonde finalizzate a far conoscere alla gente comune la genesi del genere «telefilm» sviluppatosi in maniera quasi dilagante in tutt'Europa, dopo essere stato importato dagli Stati Uniti. Il «Telefilm festival» ospiterà anche una nutrita rappresentanza di anteprime di nuove serie Tv destinate ad approdare in tempi brevi sulle televisioni sia pubbliche che private. Si sta valutando anche la possibilità di avere come ospiti, i principali protagonisti delle più importanti serie approdate in Italia che discuteranno con il pubblico e sveleranno i lati meno conosciuti della personalità dei propri personaggi. Confessando anche quali sono stati i motivi che li hanno spinti ad abbandonarli per calarsi in nuovi personaggi che non sempre, però, hanno avuto il medesimo gradimento di audience.
Mar. Cat.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro