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IN UN mondo pieno di dubbi e incertezze, non c'è nulla di più affidabile del British Secret Service: ...

Nonostante la grave situazione causata dalla guerra in Iraq, Atkinson non ha paura di volare e sta girando mezzo mondo per presentare il suo ultimo film, intitolato «Johnny English», diretto da Peter Howitt, prodotto da Huffman, Bevan e Fellner, distribuito da Uip e dall'11 aprile nei cinema. Accanto ad Atkinson figura un cast d'eccezione, con Ben Miller, John Malkovich e la cantante Natalie Imbruglia, al suo debutto cinematografico.
Mr. Atkinson, lei è già apparso nelle vesti di un agente segreto nella campagna pubblicitaria di una carta di credito: Johnny English nasce da questa pubblicità?
«L'agente Johnny è stato ripreso proprio da uno spot, diffuso dalla tv inglese negli Anni Novanta. Si trattava di una serie di mini film, legati da una connessione logica, per cui trarne poi un maxi movie è stato quasi un passaggio obbligato, anche se non facile».
Per creare il suo personaggio si è ispirato anche al mondo di James Bond?
«Le avventure di Bond sono state il punto di partenza per la realizzazione del film e per questo i due sceneggiatori, Purvis e Wade, sono gli stessi degli ultimi film di Bond. Ammiro molto sia Connery sia Brosnan per le eccellenti interpretazioni con cui hanno adattato le storie degli Anni Cinquanta, di Ian Fleming, al mondo contemporaneo. Ma Johnny English si avvicina di più al Bond di Roger Moore, per gli stessi sorrisi rilassati dal fascino flemmatico inglese».

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