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continua il braccio di ferro

La Open Arms adesso rifiuta i porti spagnoli

La ong: "Troppi giorni di navigazione". Salvini: "Inaccettabile"

La Open Arms adesso rifiuta i porti spagnoli

Un porto per la Open Arms c'è, ma si trova in Spagna. Con 107 migranti ancora a bordo da 17 giorni la nave della ong trova la sponda da parte del premier iberico Pedro Sanchez che rompe gli indugi e indica Algeciras, in Andalusia, come luogo idoneo per l'attracco e lo sbarco da dove provvedere poi alla distribuzione dei migranti concordata da sei Paesi membri dell'Ue. "La Spagna agisce sempre di fronte alle emergenze umanitarie. È necessario trovare una soluzione europea, ordinata e solidale, guidando la sfida migratoria con i valori del progresso e dell'umanitarismo dell'Ue", dice motivando la sua scelta. L'inquilino della Moncloa non risparmia poi un attacco diretto a Matteo Salvini e alla sua decisione "inconcepibile di chiudere tutti i porti" annunciando di valutare la possibilità di "agire di fronte all'Unione europea o alle istituzioni che si occupano di diritti umani e diritto marittimo internazionale, contro il comportamento mantenuto dal governo italiano".

La mossa spagnola fa esultare il responsabile del Viminale con il più classico dei "Chi l'ha dura la vince". L'offerta però viene respinta dalla Open Arms. "La situazione è di emergenza umanitaria e dopo 17 giorni in mare, non sono in grado di affrontare un viaggio così lungo. Non possiamo mettere insieme la sicurezza e l'integrità fisica degli immigrati e dell'equipaggio. Dobbiamo sbarcare ora", spiega la Ong. Una scelta che il leader leghista bolla come "incredibile e inaccettabile, l'Italia non è il più campo profughi d'Europa".

Un botta e risposta nel quale, come nel gioco dell'oca, si torna al punto di partenza, ovvero allo stallo più totale. Una situazione che rende l'atmosfera a bordo della nave, dalla quale sabato sono sbarcati i minori per volere del premier Giuseppe Conte, tesissima. Un impasse che spinge quattro migranti a gettarsi in mare con i giubbotti per disperazione cercando di raggiungere Lampedusa a nuoto prima di essere prontamente recuperati e riportati a bordo.

Ed è proprio la questione migratoria il motivo per cui Matteo Salvini non intende lasciare il Viminale nonostante la crisi di governo. "Con la mia autorizzazione non ne sbarca neanche uno. Senza di me quelli della Open Arms sarebbero sbarcati già da 10 giorni", dice. E il ministro dei trasporti, Danilo Toninelli, mette nero su bianco che la Guardia Costiera "è pronta ad accompagnare l'Ong verso il porto spagnolo, con tutto il sostegno tecnico necessario, per far sbarcare lì tutti i migranti a bordo". Un altro passo per evitare "il tira e molla con Paesi Ue che puntualmente fanno finta di non vedere e non sentire e lasciano sola l'Italia a gestire il fenomeno migratorio che, invece, riguarda tutta l'Europa". E, mentre la Spagna dice di essere disponibile a concedere un porto più vicino. al largo delle acque italiane resta sempre la Ocean Viking con oltre 300 persone a bordo.

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