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L’esorcista a Roma. Milingo è tornato

Scomunicato e perdonato da Wojtyla il guaritore vuole vedere Bergoglio. L’ex vescovo cancellato dalla gerarchia vaticana in Italia con visto turistico

È fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale sei anni fa dopo aver riempito parrocchie, alberghi e centri congressi con chi gli chiedeva e chiede di sconfiggere Satana. Emmanuel Milingo, l'esorcista scomunicato nel 2006 quando ordinò vescovi quattro preti sposati negli Stati Uniti, è tornato a Roma. Ospite di amici con la moglie Maria Sung, non ha fatto in tempo ad arrivare che la sua agenda si è riempita di appuntamenti con cristiani di fede che credono nel suo potere contro il maligno.

L’ex vescovo sacerdote dal 1958, che in Corea dice di vivere di offerte e con i guadagni della moglie agopunturista, è rientrato con un visto turistico di quaranta giorni. La voce è girata in fretta e la processione è ricominciata come se niente fosse accaduto. Lui si spiega tutto questo affetto condito da ottima considerazione con una frase semplice semplice: faccio quello che so fare.

La Chiesa di lui non vuol più saperne. Era arcivescovo emerito di Lusaka quando, il 27 maggio 2001, si sposò con il rito Moon. Quel Sun Myung Moon, fondatore della chiesa dell'unificazione, che gli scelse la moglie dopo che l'allora settantunenne Emmanuel aveva abbracciato la setta e contestualmente pregato la chiesa cattolica di fare uno sforzo per superare il celibato ecclesiastico dal momento che anche «gli apostoli avevano moglie». Successe l'inferno. Non arrivò nessun esorcista a salvarlo, ma Giovanni Paolo II fece la prima mossa sperando di riportarlo a miti consigli anche considerando la popolarità di cui Milingo godeva in tutto il mondo. Fu così che arrivò il perdono papale. Ma l'esorcista non resse a lungo la lontananza dalla moglie. Tornò nel talamo e dal 2006 non se ne è più allontanato. Tanto da far chiosare al suo amico Gabriele Amorth, il re degli esorcisti in carica che «ha subito un lavaggio del cervello da parte della setta di Moon». Nel frattempo è trascorsa una vita durante la quale, stando alle prime dichiarazioni appena rese in Italia, non molto è cambiato. L'esorcista Milingo continua a fare quello che faceva quando era prete. Non si è ravveduto e gli piacerebbe incontrare Bergoglio: «Lo vedrei volentieri - dice - ma non ho pentimenti. Del resto di cosa dovrei pentirmi se continuo ad aiutare il prossimo secondo la volontà di Dio?». La fama insegue l'africano Milingo dagli anni Settanta quando divenne famoso come guaritore. Lui e le sue parole dirette a chi, sconosciuto nel pubblico, invocava un aiuto contro il male oscuro dell'anima e contro ogni tipo di malattia, ammaliavano senza possibilità di resistere. La forza atavica della sua gente nera, unita a una grande capacità di comunicare lo trasformarono in un faro sempre acceso. Usava radio e tv come vi fosse nato. Incise anche un paio di cd e andò ospite a Sanremo nel 1997 con Chiambretti. Grande conoscitore della potenza della parola e della forza dell'immagine visionaria, Milingo che oggi ha 85 anni e una moglie di 28 anni più giovane, ha conosciuto fama e punizione. Si è ritirato a pregare in Argentina e ha cercato di sconfiggere l'amor terreno nell'isolamento a Zagarolo. Quel che avanza è solo l'età. Manipolato o no, l'esorcista porta l'Africa e la sua ancestrale magia nella valigia al seguito. Puntuto conoscitore delle debolezze umane continua a essere Milingo. Ha suscitato sin da giovane le perplessità della gerarchia cattolica che pure ha fatto carte false, vedi la mediazione del cardinal Tarcisio Bertone, per tenerlo nella Casa di Dio. La sua capacità di ammaliare le folle, l'amore che riceve dai disperati non faceva male alla Chiesa delle parrocchie spopolate. L’esorcista non sempre ha avuto bisogno di essere perdonato, anche perché spesso ha risolto casi difficili e delicati. Ma quel tempo è finito. Resta la questione delle questioni: aver preso moglie dopo essere diventato troppo famoso. Il palcoscenico della celebrità non glielo ha tolto nessuno. Sulla questione dei preti sposati o sposabili, la sua voce non è più così stonata, così come assumono nuovo significato le accuse che sin dal 2001 lanciava contro i preti pedofili e pervertiti di cui la Chiesa ha cominciato diligentemente a occuparsi. Ma ora è tempo di vacanze. E quelle dell’esorcista sono romane, in beffa al Vaticano che gli ha tolto il passaporto diplomatico pensando di lasciarlo al confino. Il sig. Milingo è tornato.

È fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale sei anni fa dopo aver riempito parrocchie, alberghi e centri congressi con chi gli chiedeva e chiede di sconfiggere Satana. Emmanuel Milingo, l'esorcista scomunicato nel 2006 quando ordinò vescovi quattro preti sposati negli Stati Uniti, è tornato a Roma. Ospite di amici con la moglie Maria Sung, non ha fatto in tempo ad arrivare che la sua agenda si è riempita di appuntamenti con cristiani di fede che credono nel suo potere contro il maligno.

L’ex vescovo, che in Corea dice di vivere di offerte e con i guadagni della moglie agopunturista, è rientrato con un visto turistico di quaranta giorni. La voce è girata in fretta e la processione è ricominciata come se niente fosse accaduto. Lui si spiega tutto questo affetto condito da ottima considerazione con una frase semplice semplice: faccio quello che so fare.

La Chiesa di lui non vuol più saperne. Era arcivescovo emerito di Lusaka quando, il 27 maggio 2001, si sposò con il rito Moon. Quel Sun Myung Moon, fondatore della chiesa dell'unificazione, che gli scelse la moglie dopo che l'allora settantunenne Emmanuel aveva abbracciato la setta e contestualmente pregato la chiesa cattolica di fare uno sforzo per superare il celibato ecclesiastico dal momento che anche «gli apostoli avevano moglie». Successe l'inferno. Non arrivò nessun esorcista a salvarlo, ma Giovanni Paolo II fece la prima mossa sperando di riportarlo a miti consigli anche considerando la popolarità di cui Milingo godeva in tutto il mondo. Fu così che arrivò il perdono papale. Ma l'esorcista non resse a lungo la lontananza dalla moglie. Tornò nel talamo e dal 2006 non se ne è più allontanato. Tanto da far chiosare al suo amico Gabriele Amort, il re degli esorcisti in carica che «ha subito un lavaggio del cervello da parte della setta di Moon». Nel frattempo è trascorsa una vita durante la quale, stando alle prime dichiarazioni appena rese in Italia, non molto è cambiato. L'esorcista Milingo continua a fare quello che faceva quando era prete. Non si è ravveduto e gli piacerebbe incontrare Bergoglio: «Lo vedrei volentieri - dice - ma non ho pentimenti. Del resto di cosa dovrei pentirmi se continuo ad aiutare il prossimo secondo la volontà di Dio?». La fama insegue l'africano Milingo dagli anni Settanta quando divenne famoso come guaritore. Lui e le sue parole dirette a chi, sconosciuto nel pubblico, invocava un aiuto contro il male oscuro dell'anima e contro ogni tipo di malattia, ammaliavano senza possibilità di resistere. La forza atavica della sua gente nera, unita a una grande capacità di comunicare lo trasformarono in un faro sempre acceso. Usava radio e tv come vi fosse nato. Incise anche un paio di cd e andò ospite a Sanremo nel 1997 con Chiambretti. Grande conoscitore della potenza della parola e della forza dell'immagine visionaria, Milingo che oggi ha 85 anni e una moglie di 28 anni più giovane, ha conosciuto fama e punizione. Si è ritirato a pregare in Argentina e ha cercato di sconfiggere l'amor terreno nell'isolamento a Zagarolo. Quel che avanza è solo l'età. Manipolato o no, l'esorcista porta l'Africa e la sua ancestrale magia nella valigia al seguito. Puntuto conoscitore delle debolezze umane continua a essere Milingo. Ha suscitato sin da giovane le perplessità della gerarchia cattolica che pure ha fatto carte false, vedi la mediazione del cardinal Tarcisio Bertone, per tenerlo nella Casa di Dio. La sua capacità di ammaliare le folle, l'amore che riceve dai disperati non faceva male alla Chiesa delle parrocchie spopolate. L’esorcista non sempre ha avuto bisogno di essere perdonato, anche perché spesso ha risolto casi difficili e delicati. Ma quel tempo è finito. Resta la questione delle questioni: aver preso moglie dopo essere diventato troppo famoso. Il palcoscenico della celebrità non glielo ha tolto nessuno. Sulla questione dei preti sposati o sposabili, la sua voce non è più così stonata, così come assumono nuovo significato le accuse che sin dal 2001 lanciava contro i preti pedofili e pervertiti di cui la Chiesa ha cominciato diligentemente a occuparsi. Ma ora è tempo di vacanze. E quelle dell’esorcista sono romane, in beffa al Vaticano che gli ha tolto il passaporto diplomatico pensando di lasciarlo al confino. Il sig. Milingo è tornato.

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