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Eternit bis, il patron imputato: "Il processo viola i miei diritti"

L'accusa contesta al magnate svizzero della multinazionale dell'amianto l'omicidio volontario per 258 persone tra residenti ed ex operai nelle aree degli ex stabilimenti Eternit

Eternit bis, il patron imputato: "Il processo viola i miei diritti"

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Si è aperto stamattina a Torino il processo Eternit Bis che vede come imputato l'ex amministratore delegato del gruppo belga, Stephan Schmidheiny, accusato di omicidio doloso aggravato nei confronti di 258 persone, tra ex lavoratori e residenti, morti tra il 1989 e il 2014 per mesotelioma pleurico causato dall'amianto. Schmidheiny era già stato condannato dalla Corte d'Appello di Torino a 18 anni di carcere per disastro, ma poi definitivamente prosciolto per prescrizione del reato. L'udienza preliminare si è svolta nella maxi aula 1 del Palazzo di giustizia di Torino dinanzi al giudice Federica Bompieri.

I pm Guariniello e Colace. "Il nostro Paese è l'unico in cui si fa un processo di questo tipo e questo è un vanto per la giustizia di tutta l'Italia. È un caso che può fare scuola anche in altri Paesi". Il procuratore uscendo dall'aula insieme al collega Gianfranco Colace contesta al magnate svizzero della multinazionale dell'amianto l'omicidio volontario per 258 persone tra residenti ed ex operai nelle aree degli ex stabilimenti Eternit. E sull'intenzione delle difese di sollevare il principio del "ne bis in idem", ha precisato: "E' stata la stessa Cassazione a dirci che nel processo precedente si parlava solo del disastro, ma non entravano in gioco gli omicidi. Questo - ha concluso il magistrato - ci ha dato un'ulteriore spinta per andare in direzione di un nuovo processo con un nuovo capo d'accusa".

La difesa. L'avvocato Astolfo Di Amato, uno dei legali di Stephan Schmidheiny, prima dell'avvio dell'udienza preliminare dell'inchiesta ha dichiarato: "Riteniamo che questo processo non possa essere fatto per il principio del 'ne bis in idem', una stessa persona non può essere giudicata per gli stessi fatti". Inoltre "a noi l'accusa di omicidio volontario sembra una forzatura. Immaginare che siano stati investiti 75 miliardi di vecchie lire per uccidere le persone non è logico". E ancora, secondo l'entourage dell'imprenditore svizzero, il processo contro Schmidheiny "viola i diritti umani".

Udienza preliminare rinviata. E' stata rinviata a giovedì l'udienza preliminare. Il 14 maggio, dinanzi al giudice Bompieri, saranno discusse le richieste di costituzione delle parti civili (fra cui l'associazione Familiari vittime di amianto, Comune di Casale Monferrato e sindacati) e la competenza territoriale.

I familiari delle vittime. "La nostra gente chiede solo giustizia. A Casale c'è ancora un morto alla settimana, ora speriamo emerga la verità". Lo dice il coordinatore dell'Associazione Familiari vittime di amianto, Bruno Pesce, al Palagiustizia di Torino per assistere alla prima udienza preliminare del processo.

Il sindaco di Casale Monferrato. "Siamo qui per rinnovare la richiesta di giustizia". Titti Palazzetti, all'avvio dell'udienza preliminare dell'inchiesta Eternit bis che si apre oggi a Torino. "Sappiamo che è un processo difficile - prosegue - e speriamo in una condanna perché nel nostro paese la strage continua". "Vorremmo che il disegno di legge al parlamento considerasse che il reato di strage non può cadere in prescrizione. Il Comune si ricostituirà parte civile: non accettammo alcuna transazione perché la giustizia non è in vendita. Chi inquina deve pagare" conclude. All'udienza sono presenti oltre al sindaco, con la fascia tricolore, anche molti cittadini e parenti delle vittime con la scritta "Eternit" appuntata sui vestiti.

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