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Rivoluzione rock a Sanremo. Ecco perché hanno vinto i Maneskin

Carlo Antini
Carlo Antini

Testo e musica le mie coordinate. Nato in Puglia vivo a Roma dalla scuola materna. La laurea in Scienze della Comunicazione a «La Sapienza» e la passione per il giornalismo mi hanno portato a «Il Tempo»

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Il rock dei Maneskin cambia la storia di Sanremo. Il Festival 2021 sovverte le regole del gioco. A parte una isolatissima eccezione nel '93 con la vittoria di «Mistero» di Enrico Ruggeri, mai il rock era salito così in alto nella città dei fiori. Mai chitarre distorte e ritornelli aggressivi avevano conquistato il gradino più alto del podio. Segno di un’edizione totalmente diversa da tutte quelle che l’hanno preceduta ma anche effetto dei tempi che cambiano. Che dire? Ci hanno messo un bel po'...

 

 

Sanremo 2021 era nato nel segno della rinascita e della ripartenza dello spettacolo dal vivo. E l’energia dei Maneskin è quella che, meglio di altre, rappresenta tale voglia di live. Le performance e il carisma di Damiano & Co. sono esperienze totali di musica e sudore, senza tanti fronzoli e sciccherie da post-produzione.

 

 

Ma i Maneskin hanno vinto anche per la loro forte carica anticonformista. Il loro è un suono «diverso», lontano anni luce da autotune, campionatori e drum machine che costituiscono oggi il mainstream dell’offerta musicale. E non solo di quella italiana. Ed è proprio con quel suono che hanno messo in fila corazzate come il duo Fedez-Michielin. Evidentemente il cosiddetto popolo dei social è stufo di ascoltare solo proposte musicali che si assomigliano tra loro. Edulcorate nei suoni e appiattite nei testi. Ha finalmente voglia di risvegliarsi ed essere se stesso. Tornando a conquistare gli spazi di una nuova stagione. Meglio tardi che mai.

 

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