Garlasco, "perché ora Stasi può sperare nella revisione". I nuovi elementi
A 19 anni dall'omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi può tornare a sperare nella revisione del processo che lo ha portato alla condanna definitiva a 16 anni di carcere. Questo per i nuovi elementi investigativi emersi nelle nuove indagini che vedono sotto la lente Andrea Sempio. Come ricorda Ignoto X, il programma condotto da Pino Rinaldi su La7, Stasi aveva già presentato una richiesta di revisione, respinta nel 2020. Al termine della nuova indagine, la Procura di Pavia ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano, sollecitando una valutazione sulla possibilità di riaprire il procedimento. "Questa volta lo scenario è diverso", sottolinea "Ignoto X".
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Al centro del nuovo filone investigativo c'è Andrea Sempio, all'epoca amico del fratello di Chiara Poggi. Secondo la ricostruzione della Procura di Pavia illustrata dal programma, Sempio sarebbe l'autore dell'omicidio e si sarebbe trovato sulla scena del delitto, mentre Stasi ne sarebbe escluso. Uno dei punti sui quali si concentra la nuova lettura è l'orario della morte. Le nuove valutazioni, ricorda il servizio, la collocano tra le 10.30 e le 12, con maggiore probabilità tra le 11 e le 11.30. Una finestra temporale che, secondo la nuova ricostruzione, collocherebbe Stasi fuori dalla villetta nel momento dell'omicidio.
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Il programma analizza poi le tracce di sangue presenti sul pavimento e le scarpe di Stasi. I segni sarebbero compatibili con le suole delle scarpe che il giovane indossava quella mattina. Ma la nuova interpretazione prospettata dalla Procura di Pavia è che quelle tracce possano essere state lasciate quando Stasi entrò nella villetta e scoprì il corpo di Chiara, e non dall'assassino durante il delitto.
Un altro elemento riguarda il Dna trovato sotto le unghie della vittima. "I nuovi accertamenti hanno evidenziato una compatibilità con la linea maschile della famiglia Sempio, ma non consentono di identificare con certezza un singolo soggetto, né di stabilire quando e come quel DNA sia arrivato sulle unghie. E ancora le impronte di Stasi sul portasapone del bagno che non sarebbero necessariamente riconducibili al momento dell'omicidio, anche perché Stasi frequentava abitualmente quella casa. Elementi che, secondo la nuova ricostruzione investigativa, concorrono a un quadro profondamente diverso da quello che portò alla condanna definitiva di Stasi nel 2015".
Ora la parola passa alla Procura generale di Milano. Prima di decidere sull'eventuale richiesta di revisione, dovrà acquisire e valutare ulteriori documenti dalla Procura di Pavia. A occuparsi della possibile revisione sarà la procuratrice Francesca Nanni, già protagonista di un altro caso di revisione particolarmente rilevante, quello di Beniamino Zuncheddu, assolto nel 2024 dopo una condanna all'ergastolo e 33 anni di carcere.
Nel frattempo la difesa di Stasi ha annunciato l'intenzione di presentare una propria istanza dopo avere esaminato gli atti della nuova indagine. La revisione, dunque, non è ancora stata concessa e la condanna resta definitiva. Ma per la prima volta dopo il rigetto del 2020 esiste un nuovo quadro investigativo che potrebbe essere sottoposto agli organi competenti per verificare se ci siano i presupposti per ribaltare la sentenza.
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