Gli interessi dei Ranucci nel mercato ittico romano e le società aperte e chiuse
Per circa tredici anni Sigfrido Ranucci ha commerciato pesce all'ingrosso a Roma. Dal 2004 al 2017, quando già lavorava a Report come coautore, è stato infatti presidente e socio della Delimed, società nata per occuparsi di import-export e commercializzazione di "prodotti ittici sia freschi che congelati o surgelati". Ranucci, in particolare, possedeva il 30 per cento delle quote, la moglie Marina Maggiorelli il 10, il fratello Massimiliano il 30 e il restante 30 per cento era di un collega Rai, Arcangelo Ferri. "Tutto lecito, per quanto risulta, ma certamente molto singolare", sottolinea Aldo Torchiaro, giornalista del Riformista e autore nel 2022 della foto, poi ripresa da tutti i media, che ritraeva Ranucci e Valter Lavitola seduti da Cefalù, il ristorante di pesce di quest'ultimo nel quartiere di Monteverde a Roma. "Ranucci ha costruito la propria notorietà sulle inchieste economiche e sui rapporti tra affari e potere. Contemporaneamente aveva però una partecipazione importante in una società che operava in uno dei settori, quello del commercio ittico, fra i più delicati della Capitale", prosegue Torchiaro che questa settimana ha pubblicato un lungo post sulla vicenda.
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Il mercato ittico romano non è un mercato qualunque. Negli anni è stato spesso oggetto di informative e indagini dell'Antimafia per le infiltrazioni della criminalità organizzata nella filiera, dalla commercializzazione alla ristorazione. Sono stati documentati interessi di 'ndrangheta e camorra, con nomi come gli Alvaro e di esponenti del clan Senese. Un settore particolarmente appetibile per il riciclaggio, grazie alla velocità delle transazioni e alla possibilità di movimentare somme consistenti in pochissimo tempo. La Delimed, come ricorda Torchiaro, viene messa in liquidazione volontaria nel gennaio 2013 e arriva alla cancellazione nel 2017, proprio quando Ranucci diventa il conduttore di Report. A novembre 2015, il fratello Massimiliano era stato sostituito da Amyas Fedor Robert Mawubedjro Creppy, cittadino togolese. Creppy non compare soltanto nella Delimed, avendo svolto il ruolo di liquidatore in altre due società di Massimiliano Ranucci: FPecoenergy, attiva nel fotovoltaico, e FPquadro, specializzata in software. Secondo il conteggio di Torchiaro, le società aperte e chiuse da Massimiliano Ranucci sarebbero ben 19. Attività molto diverse, dal software all'immobiliare, dal commercio alle energie rinnovabili.
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Poi c'è Lavitola che prima di aprire Cefalù e far mettere le bombe sotto casa di Ranucci aveva avuto anche egli una attività nel commercio ittico. "Ranucci e Lavitola - prosegue Torchiaro - hanno dichiarato di avere iniziato una frequentazione assidua solo da qualche anno, quando il primo aveva cominciato ad essere cliente di Cefalù. Ma a questo punto la domanda è inevitabile: i due avevano però già avuto occasione di incontrarsi o di avere rapporti attraverso il mondo del commercio ittico? Oppure si tratta soltanto di due storie che si sono incrociate successivamente?". "Sono domande interessanti sulle quali Report, se invece di Ranucci ci fosse stato un giornalista di diverso "orientamento culturale", avrebbe sicuramente imbastito una delle sue mirabili inchieste, per ricostruire, magari intervistando qualcuno con il volto coperto, la genesi delle partecipazioni societarie e dei potenziali conflitti di interesse", sottolinea Torchiaro. La questione, va comunque detto, non è sostenere che Ranucci abbia commesso qualcosa di illecito, ma capire perché il principe dei giornalisti d'inchiesta Rai abbia avuto per tredici anni un ruolo societario nel commercio ittico romano, da sempre infiltrato dalla criminalità organizzata. E soprattutto capire se quel mondo abbia avuto qualche rapporto con quello di Lavitola. Per farlo non serve il "metodo" Report, quello dove prima si dà la notizia e poi si fanno le verifica, vedasi la presenza di Carlo Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani in Uruguay, ma bastano le carte: Delimed, i suoi soci, i bilanci, i clienti, i fornitori, le altre società della famiglia Ranucci, le attività di Lavitola prima di Cefalù. Materiale sufficiente per una puntata di Report nella prossima stagione non manca. Anzi.
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