Ranucci, gli esecutori materiali dal pm: "Risponderanno alle domande". I punti da chiarire
"I nostri assistiti risponderanno alle domande del pubblico ministero che ha richiesto i due interrogatori dei nostri quattro assistiti". Lo ha detto l'avvocato Generoso Pagliarulo, legale difensore, insieme ad Antonio Falconieri, dei quattro indagati, tre dei quali in carcere, accusati di essere gli esecutori materiali dell'attentato nei confronti del conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto nel comune di Pomezia, in provincia di Roma, a ottobre del 2025. Oggi nel penitenziario romano di Rebibbia verranno interrogati Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello.
"Sicuramente daranno la loro versione dei fatti e a fronte di questo noi riteniamo che non ci sia l'aggravante mafiosa, ma che già da tempo sia caduta - commenta Pagliarulo -. Ritengo che la deposizione sarà un contributo decisivo ai fini della valutazione da parte dei magistrati. La contestazione li vede indagati per strage, detenzione di esplosivo e danneggiamenti e i nostri assistiti chiariranno qual era la loro posizione e i confini del mandato".
Doppio standard di Ranucci: ci attacca ma inviò a Lavitola una mail interna alla Rai
''I nostri assistiti vogliono parlare e sono intenzionati a rispondere e a chiarire in merito alle accuse contestate dalla procura'', avevano anticipato ieri due avvocati. I difensori hanno avuto un colloquio ieri in carcere con i loro assistiti, D'Avino e Passariello. La banda è accusata a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Finora i tre uomini detenuti in carcere e Marika De Filippis, ai domiciliari, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere rendendo solo dichiarazione spontanee.
Ranucci e quelle mire a entrare nel "corridoio dei presidenti"
Oggi però è atteso un chiarimento anche sul perimetro del mandato ricevuto da Gomes Clesio Tavares, ritenuto dagli inquirenti l'intermediario e tuttora in Africa. Un passaggio, quello della richiesta di interrogatorio, che arriva dopo la confessione di Valter Lavitola - amico stretto di Ranucci - , che ha ammesso di essere il mandante dell'attentato sostenendo di averlo fatto per far innalzare il livello di protezione al conduttore di Report ma di averlo immaginato modalità diverse: non una bomba ma una serie, quattro o cinque, di colpi di pistola dimostrativi da esplodere contro il muro dell'abitazione di Ranucci. Intanto è attesa per il prossimo 7 settembre l'udienza davanti al Riesame per lo stesso Lavitola. In quella sede il faccendiere renderà dichiarazioni spontanee.
Dai blog
The Beatles a Abbey Road, tutti sul set per i 4 film di Mendes
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan