Il merchandising del terrore. In vendita sui siti online gadget e felpe di Hamas
Magliette, fasce, bandiere di gruppi jihadisti acquistabili facilmente sul web Dalla brigata Al-Qassam ad Hezbollah, fino a Bin Laden ed Al-Qaeda
Hamas ha il suo merchandising. Online si comprano magliette, felpe, fasce, bandiere e patch con l’emblema delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam. A quasi tre anni dal 7 ottobre 2023, quando l’attacco guidato dal gruppo terroristico in Israele provocò circa 1.200 morti e il sequestro di oltre 250 persone, i simboli dell’organizzazione sono diventati merce da e-commerce. Non risultano prodotti ufficiali di Hamas o prova, al momento, che il denaro delle vendite finisca all’organizzazione. Tuttavia, quel merchandising è disponibile su negozi e piattaforme accessibili a chiunque. Il caso più strutturato è 3SJ Shop. Il sito dichiara di operare dalla Florida, si presenta come attività «veteran-owned» e vende riproduzioni di materiale politico e militare. Nel catalogo compaiono una «Hamas Qassam Brigades Hoodie», una t-shirt delle Brigate al-Qassam, bandiere, fasce e distintivi con il combattente mascherato e il fucile. La sezione dedicata alle fasce mette insieme Hamas, Qassam, Hezbollah, Jihad islamica palestinese e PFLP.
Un’altra raccolta pubblicizza patch a tema «Islamic militant», comprese insegne talebane. La traccia del negozio precede la guerra. 3SJ Shop risulta registrato come e-commerce il 31 dicembre 2022 e compare inizialmente su Shopify. La prima recensione di un «verified owner» alla fascia al-Qassam del 1°dicembre 2023. Per la felpa Hamas-Qassam una recensione verificata compare il 16 febbraio 2024. Le descrizioni commerciali alzano il livello. Una versione indicizzata della scheda della fascia al-Qassam la presentava come espressione di «strength and solidarity» e come una «powerful statement of support». Poi il disclaimer: riproduzione non autentica per finalità storiche ed educative, non destinata a promuovere posizioni politiche o ideologiche.
Oggi i termini del negozio vietano agli acquirenti di usare gli articoli per promuovere o giustificare il terrorismo e 3SJ sostiene, inoltre, che i prodotti siano legali negli Stati Uniti e che i ricavi vadano allo staff del negozio. Nella macchina tecnica, poi, compare un nome: Muhammad Saad, senza elementi che comunque consentano di indicarlo come proprietario. Nell’aprile 2024 l’account PressGuruCorp chiese assistenza sul forum ufficiale WordPress per un problema alle etichette USPS di 3sjshop.com; indicò l’email del negozio e firmò il messaggio Muhammad Saad. La directory Sho.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo