Ranucci, purché si parli di sè: cita Guccini ma sotto sotto rilancia Report
Farsi pubblicità e lanciare i propri programmi è un bene, tranne se lo si fa sfruttando la memoria altrui. È il caso di Sigfrido Ranucci - già alle cronache per l'inchiesta che riguarda il suo amico Valter Lavitola accusato d'essere il mandante dell'attentato subito dal conduttore - che dopo la morte del cantautore Francesco Guccini ha pubblicato un post su X. "Uno degli ultimi poeti e cantori della società civile e dei diritti dell'uomo. Il mostruoso che stiamo vivendo ha sempre più spazi liberi - si legge - Noi a Report continueremo a batterci per la difesa dei diritti costituzionali. Vi andrebbe di contribuire a cambiare il mondo per consegnarlo migliore alle future generazioni insieme a noi?".
Non è ben chiaro il nesso fra la storia di un artista che ha segnato la musica italiana e un programma di inchiesta Rai che spesso finisce nel mirino delle polemiche. Perché effettivamente non esiste: è una appropriazione indebita per propri fini, che tradisce certamente una mancanza di tatto. Altroché.
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