Cerca
Edicola digitale
+

Adriano Cappellari, l'attentato al giovane cronista era finto. "Chiedo sinceramente scusa"

  • a
  • a
  • a

Adriano Cappellari si è inventato tutto. Dall'ordigno esploso fuori casa alle minacce di morte ricevute per gli articoli sulla criminialità di Caivano e sul lavoro di don Maurizio Patriciello: niente di vero. Il giovane cronista del vicentino, dopo che i Carabinieri lo avevano perquisito due settimane fa, oggi ha rivelato la verità. Comparso oggi in procura a Vicenza, dove aveva chiesto di essere sentito, e accompagnato dal suo difensore l'avvocato Roberto Rigoni Stern, ha consegnato una lettera per spiegare quanto accaduto in quell'attentato che alla fine si è rivelato una farsa montata ad arte.

"Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa - scrive il giovane di Enego - Le mie prime parole sono rivolte a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà in questi giorni. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia. Chiedo scusa anche alla mia famiglia, agli amici, alla comunità del mio paese, alle istituzioni, alle forze dell'ordine e a tutti coloro che, a causa del mio comportamento, sono stati coinvolti in una vicenda che non avrei mai dovuto creare".

Il giovane parla di profondo disagio personale e di perdita della lucidità. Fattori che l'avrebbero spinto a compiere un gesto senza rendersi "realmente conto delle conseguenze" che avrebbe avuto sulla sua vita e su quella di tante altre persone. E conclude:" Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità. Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l'autorità giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile"

L'inchiesta delle Forze dell'Ordine condotta sul ragazzo ha svelato che un mese prima dell'ordigno artigianale piazzato fuori da casa, il giovane Cappellari ha acquistato su internet 4 cartucce di gas butano/propano con un account associato al suo cellulare. Quattro giorni dopo, il 29 aprile, ha completato l'ordine con 6 bottiglie di alcol etilico denaturato e della marca individuata dagli investigatori. L'altezza dell'anonimo "bombarolo" ripreso dalla videosorveglianza è risultata compatibile con quella del giornalista così come il suo rientro in casa alle 23.11 di quella sera combacia con il deposito della busta e dell'innesco esplosivo avvenuto alle 23.28. Dopo l'inizio delle indagini, don Maurizio Patriciello aveva detto: "Sono esterrefatto, è una notizia che mi state dando voi, stento a credere che abbia inscenato tutto, per la sua giovane età, per la sua limpidezza".

Dai blog