Cerca
Edicola digitale
+

Sofia, giovani ebrei italiani nel mirino dei naziskin: minacce e Sieg Heil fuori l'Hotel

  • a
  • a
  • a

Il teschio impresso sulle magliette nere, le teste rasate, i corpi minacciosi e il Sieg Heil gridato col braccio teso all'insù. Così un gruppo di Naziskin, nella sera del 2 agosto scorso, ha preso d'assalto un hotel nella città bulgara di Sofia dove alloggiavano giovani ebrei italiani - provenienti da Roma e Milano - assieme ai loro educatori. I sei aggressori hanno tentato di forzare l'entrata dello stabile, bloccando successivamente gli accessi alla struttura. Un accerchiamento vero e proprio, che qualcuno dalle finestre circostanti è riuscito a riprendere integralmente per poi pubblicarlo nel web dov'è presto diventato virale. Nemmeno l'intervento delle Forze dell'Ordine è riuscito ad allontanare gli estremisti che successivamente sono tornati alla carica.

Il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha condannato fermamente l'accaduto. "I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all'aggressione verbale degli antisemiti - scrive in un post sui social - Chiediamo alle autorità bulgare che venga fatta luce su quest'aggressione e che i responsabili vengano al più presto identificati e perseguiti". Anche Walker Meghnagi, dalla comunità di Milano, è intervenuto sulla questione: "L'antisemitismo va condannato sempre, senza ambiguità e senza distinzioni di appartenenza politica: che provenga da estremisti di destra, come in questo caso, o da estremisti di sinistra. Resta odio e va combattuto con la stessa fermezza".

Solidarietà è giunta da parte di tutta la politica. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato di "una forma d'odio e discriminazione" da estirpare, mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ribadito l'impegno a non lasciare spazio per l'antisemitismo all'interno della società. La vicenda è stata anche oggetto di un dibattito alla Camera, nel corso del quale è stata chiesta un'informativa al governo. "Essere ebrei nel 2026 non può essere una colpa, non può essere un motivo per avere paura, non può essere un motivo per non poter esibire i propri simboli religiosi, non può essere un motivo per non poter viaggiare nei paesi dell'Unione Europea" ha aggiunto Andrea Orsini, capogruppo di Forza Italia in Commissione Esteri.

Sul fatto è intervenuto anche Marco Carrai - Console Onorario d'Israele per Toscana, Emilia Romagna e Lombardia - che ha detto: "Siamo di fronte ai prodromi di una nuova notte dei cristalli in Europa? Come troppe volte è successo in passato, ultimamente troppo spesso, torna la caccia all'ebreo che è usato come bersaglio di tutte le malefatte e crisi che il mondo deve affrontare. "Una vergogna che dei giovani ebrei italiani siano stati assaltati nel loro hotel vicino a Sofia al grido Sieg Heil che riporta alla mente tristi memorie passate. Vogliamo forse assistere ad una nuova tragedia fomentando l'odio verso Israele e gli ebrei? È un dovere morale universale che gli ebrei abbiano il diritto di essere persone e cittadini del mondo come chiunque altro e che non debbano aver paura di andare in vacanza. Nè di essere individuati, seguiti e perseguitati. In un mondo che dà libertà e giustizia ad ognuno per agire secondo le personali inclinazioni culturali e religiose, sembra che solo essere ebreo noi sia permesso. Trovo doverosa e seria la presa di posizione del ministero degli esteri bulgaro, che ringrazio di cuore, che ha condannato tutte le forme di antisemitismo e si sta adoperando con il ministero degli interni sul caso. Tali atti ostili e pericolosi sono inaccetabili e non devono trovare posto in un paese democratico".

Dai blog