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Bordighera, l'autopsia della piccola Beatrice: "Trauma cranico e nicotina nei polmoni"

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È stata depositata nei giorni scorsi alla Procura di Imperia la consulenza medico legale sull'autopsia della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata morta il 9 febbraio nell'abitazione di famiglia a Montenero di Bordighera. Il documento, firmato dal medico legale Francesco Ventura, sarà ora messo a disposizione delle difese dei due indagati - la madre, Emanuela Aiello, e il compagno, Emanuel Iannuzzi - per maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Gli inquirenti stanno analizzando la relazione prima di consentire l'accesso completo ai legali.

Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, la morte sarebbe riconducibile a una emorragia cerebrale acuta provocata da un trauma avvenuto entro 48 ore dal decesso. La consulenza avrebbe inoltre evidenziato condizioni di grave sofferenza della bambina, con elementi compatibili con una situazione di malnutrizione e altre criticità. Ma non solo, perché nei polmoni della piccola è stata rinvenuta Nicotina che a quanto pare non sarebbe riconducibile al fumo passivo. La Procura non ha ancora dato il nulla osta per la restituzione della salma, in attesa degli sviluppi dell'iter giudiziario e delle eventuali richieste di ulteriori accertamenti da parte delle difese.

Secondo quanto riportato finora la svolta nelle indagini sarebbe arrivata a inizio giugno, quando le due sorelle maggiori di Beatrice, ascoltate in audizione protetta secondo le procedure previste per i minori, avrebbero fornito agli inquirenti una versione dei fatti diversa da quella raccolta subito dopo la tragedia, riferendo di episodi di violenza all'interno del nucleo familiare. Le stesse fonti riferiscono che gli investigatori avrebbero trovato, nel telefono di Iannuzzi, fotografie della bambina con segni sul volto e messaggi indirizzati a una delle sorelle maggiori, elementi che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero contribuito alla richiesta e all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare.  
Le due sorelline sono state allontanate dal nucleo familiare e collocate in una struttura protetta, come previsto in situazioni di questo tipo. La zia paterna della bambina, Sonia Rao, ha successivamente presentato richiesta di affidamento delle due minori. 

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