Legge elettorale, la solita opposizione chiede le dimissioni . Ciriani: "Avanti a testa alta"
Mancava solo un voto ieri, in Aula alla Camera, per far passare l'emendamento del centrodestra - proposto da FdI, Nm e Udc - che puntava a unire al capolista bloccato la possibilità di esprimere fino a tre preferenze. Con il risultato di 188 a 187, tramite voto a scrutinio segreto, la proposta non è passata. Questo ha acceso i banchi dell'opposizione, che sin da subito hanno chiesto alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni da premier.
Nonostante le pressioni, però, il governo tira dritto. "Non intendiamo chiudere questa esperienza di governo - ha detto il ministro dei Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani - Con la complicità delle opposizioni, una ventina-venticinque, credo, di parlamentari del centrodestra mossi da un istinto di autoconservazione hanno pensato di fare i propri interessi e non fare quello dei cittadini e del governo". Pesano dunque i 20-25 voti che si sono espressi in modo contrario all'indicazione della maggioranza, ed è subito caccia ai franchi tiratori. Comunque, anche se "si è scelto il voto segreto e il favore delle tenebre", la sconfitta è solo su "una partita" e quindi l'esecutivo proseguirà "a testa alta" fino a fine legislatura.
Ma Ciriani conclude: "Chiudiamo entro domani questa legge che serve il Paese, un passo alla volta, al Senato si può modificare, sicuramente a settembre sarà uno dei primi temi che affronterà il Senato".
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