Francesco Filini: "Scandalo Covid come il Superbonus. Una palla di neve sta diventando valanga"
Il commissario di FdI: «Troppo lassismo e punti oscuri, come sempre con M5S Noi andremo fino in fondo, anche rivolgendoci alle procure se necessario» Sulla Rai: «In Vigilanza la sinistra usa lo stesso metodo della Commissione Covid»
«Ciò che sta emergendo sulla gestione della pandemia da parte del governo di allora restituisce un quadro a dir poco fosco. E più si va avanti, più le cose peggiorano, come fosse una slavina: si è partiti da una piccola palla di neve che poi si è trasformata in un disastro. Come dimostrano le ultime notizie sulle commesse di mascherine». Francesco Filini, membro di FdI in commissione Covid, ha commentato al Tempo i recenti, inquietanti sviluppi venuti alla luce sul periodo della pandemia.
Onorevole Filini, sulla gestione del covid sono venute alla luce moltissime criticità. Pensa che ne verranno a galla ancora di nuove?
«Insomma, che ci siano stati degli episodi molto, molto opachi durante la gestione dell’emergenza noi l’abbiamo sempre sostenuto, e con il lavoro della Commissione sono usciti fuori dei risvolti, inquietanti, che delineano un quadro a dir poco fosco su quel periodo. Periodo su cui è necessario che i diretti interessati forniscano tutti i chiarimenti possibili e immaginabili, perché è davvero impensabile che mentre noi eravamo chiusi in casa durante l’emergenza, a suon di Dpcm, c’era chi invece lucrava sull’emergenza e alle spalle dei cittadini».
Lei ieri ha fatto una similitudine tra il caso del maxi-appalto sulle mascherine cinesi e il superbonus. Ce la può spiegare meglio?
«Più si va avanti, più si scava e più la questione diventa molto simile al superbonus. Una vicenda che era partita in sordina e che dopo si è trasformata in un cataclisma per le casse dello Stato. Un po’ come accade con le valanghe: si comincia con una piccola palla di neve che poi diventa un disastro. Parliamo di errori tragici, dovuti ad un lassismo incredibile, che nel caso del covid diventano ancor più gravi. E la firma è sempre la stessa».
Cosa intende?
«Di esempi di errori macroscopici da parte dei governi targati 5 stelle se ne potrebbero fare infiniti. A partire dai banchi a rotelle, per passare ai bonus a pioggia e a quello scempio delle così dette "primule", quando secondo il governo Conte si sarebbero dovuto spendere non si sa quanti soldi per fare dei centri vaccinali. Fortunatamente poi la gestione di Figliuolo ha rimosso queste follie, altrimenti avremmo sprecato chissà quanti altri soldi dei cittadini. Insomma, una gestione complessiva del denaro pubblico a dir poco allegra, diciamo pure dissennata».
Il suo collega Bignami ha parlato di un esposto su quanto sta emergendo riguardo al periodo covid, in particolare sulle commesse per l’acquisto di mascherine. Lei ce lo può confermare?
«Innanzitutto la Commissione dovrà ultimare i suoi lavori, le sue audizioni, per poi stendere una relazione finale. Voglio ricordare che in diverse circostanze le Commissione d’inchiesta hanno portato anche alla riapertura di alcuni casi d’indagine, come nel caso, ad esempio, di David Rossi, per citarne soltanto una. L’auspicio è naturalmente che la magistratura, se non lo sta già facendo, prenda in autonomia le proprie decisioni in merito, perché i presupposti ci sono tutti. Se ciò non dovesse accadere, per quanto ci riguarda, ci premureremo di segnalare tutto ciò che serve all’autorità competente».
Capitolo audizione di Conte: lei cosa si aspetta dalla sua testimonianza?
«Innanzitutto è positivo che finalmente, dopo due anni e tante insistenze, abbiamo ottenuto una data. Come è stato osservato giustamente sul vostro giornale, in altre nazioni chi era a capo del governo in epoca Covid non ha fatto così tanti problemi a riferire. E per questo devo ringraziare il Presidente della Commissione Lisei, che si è adoperato per far sì che tutto ciò accadesse. Però a me non risultano ancora pervenute le dimissioni di Conte dalla Commissione. Speriamo che da qui al 4 agosto arrivino, per consentire lo svolgersi di un’audizione nella quale noi non faremo sconti e chiederemo conto di tutte le opacità che abbiamo riscontrato».
Da una commissione all’altra. C’è un parallelismo tra il comportamento chele opposizioni stanno tenendo in commissione covid con quello in Vigilanza Rai?
«La strategia della sinistra è la stessa, qui e lì. La Commissione covid è stata insediata dopo due anni a causa dell’ostruzionismo che hanno fatto le opposizioni, cosa per cui sono rimasto allibito, perché è uno strumento che serve a fare luce, su tutto ciò che non è stato chiaro durante l’emergenza. E anche per la Vigilanza adesso sembra che non vogliano dare i nomi dei membri per rallentarne l'istituzione. E francamente non ne capisco il motivo, perché la Commissione di Vigilanza è un organo di garanzia dove per prassi la maggioranza cede anche la presidenza alle opposizioni. Cosa che noi molto volentieri continueremo a fare».
Lei che spiegazione si è dato?
«Il sospetto è che loro abbiano provato in tutti i modi a sfruttare la legge esistente per imporre alla maggioranza un Presidente Rai che venisse da sinistra. Tenendo in ostaggio la Commissione di Vigilanza, forti del fatto che servivano i due terzi del voto per ratificare la scelta che il CDA della Rai aveva già fatto. Siccome hanno visto che noi non abbiamo mai ceduto a questo ricatto, ora evidentemente vogliono lanciare la palla in tribuna e armare una sorta di protesta che non porterà da nessuna parte».
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