Bordighera, prime rivelazioni sull'autopsia di Beatrice. Trauma cranico e malnutrizione
A cinque mesi dalla tragedia che ha colpito la provincia di Imperia, circolano le prime indiscrezioni sull'autopsia eseguita sul corpo di Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita l'8 febbraio scorso in un'abitazione di Bordighera. Va premesso che la relazione peritale completa non risulta ancora depositata formalmente in Procura.
Stando a quanto trapelato, l'esame sarebbe stato condotto dal professor Francesco Ventura, consulente nominato dalla Procura, alla presenza dei periti di parte. Da questo accertamento emergerebbe che la causa del decesso sia un'emorragia cerebrale acuta, provocata da un trauma alla testa. Sempre secondo queste indiscrezioni, il colpo sarebbe stato inferto al massimo 48 ore prima della morte, in un momento in cui la bambina si sarebbe trovata insieme alla madre, alle due sorelle maggiori e al compagno di quest'ultima in un'abitazione a Perinaldo, Comune dell'entroterra vicino a Bordighera. Le fonti citate riferiscono che in quella casa Beatrice avrebbe cominciato a manifestare i primi segni del malore, e che un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto, secondo i periti, modificare l'esito. Il soccorso sarebbe stato allertato solo la mattina del 9 febbraio: la madre avrebbe segnalato al 118 difficoltà respiratorie della figlia, ma all'arrivo dei sanitari la bambina sarebbe già deceduta. Questa sequenza temporale, va ribadito, non è ancora stata confermata in atti ufficiali.
Le stesse fonti riferiscono che il corpo della bambina presentasse lividi ed ecchimosi risalenti a epoche diverse, e segni compatibili con una malnutrizione non recente. Secondo quanto riportato, gli esami avrebbero rilevato una condizione di steatosi epatica - patologia legata a un apporto proteico insufficiente o a digiuni prolungati - che, sempre secondo le fonti citate, i medici legali riterrebbero risalente a circa un anno prima del decesso, e non agli ultimi mesi di vita della bambina. Si tratta, in ogni caso, di elementi che secondo quanto diffuso dalla stampa emergerebbero da una perizia non ancora depositata, e che pertanto vanno considerati provvisori fino a conferma ufficiale. Alcune testate giornalistiche nazionali riferiscono inoltre che i periti avrebbero individuato altre due emorragie interne, distinte da quella cerebrale indicata come causa del decesso.
Per la morte della bambina si trovano attualmente in carcere la madre, Emanuela Aiello, e il compagno di lei, Emanuel Iannuzzi, 42 anni, entrambi indagati per maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima. È bene ricordare che si tratta, allo stato, di persone sottoposte a custodia cautelare e non condannate: entrambi, tramite i rispettivi difensori, hanno sempre respinto ogni accusa, dichiarandosi estranei ai fatti contestati.
Secondo quanto riportato dalla stampa, la svolta nelle indagini sarebbe arrivata a inizio giugno, quando le due sorelle maggiori di Beatrice, ascoltate in audizione protetta secondo le procedure previste per i minori, avrebbero fornito agli inquirenti una versione dei fatti diversa da quella raccolta subito dopo la tragedia, riferendo di episodi di violenza all'interno del nucleo familiare. Le stesse fonti riferiscono che gli investigatori avrebbero trovato, nel telefono di Iannuzzi, fotografie della bambina con segni sul volto e messaggi indirizzati a una delle sorelle maggiori, elementi che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero contribuito alla richiesta e all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare.
Le due sorelline sono state allontanate dal nucleo familiare e collocate in una struttura protetta, come previsto in situazioni di questo tipo. La zia paterna della bambina, Sonia Rao, ha successivamente presentato richiesta di affidamento delle due minori. Il Comune di Bordighera ha deliberato la propria costituzione di parte civile nel procedimento aperto dalla Procura di Imperia. A metà giugno la Procura ha autorizzato la madre, detenuta nel carcere di Torino, a partecipare ai funerali della bambina, la cui data non risulta ancora fissata. Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato, Iannuzzi è stato trasferito dal carcere di Ivrea a quello di Pavia.
Restano attesi gli esiti degli esami tossicologici, ultimo elemento ancora mancante prima del deposito formale della perizia. Solo con la relazione definitiva sarà possibile avere un quadro accertato e giuridicamente rilevante delle cause e delle circostanze della morte di Beatrice, elemento centrale per la fase istruttoria del procedimento a carico dei due indagati.
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