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Via alla sala operativa Italia-Libia per sconfiggere i trafficanti di esseri umani

pietro de leo
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Un altro passo in avanti per la cooperazione finalizzata al contrasto all’immigrazione irregolare: l’avvio della fase pilota della «Sala operativa congiunta» a Tripoli. Si tratta del coronamento di un’intensa attività diplomatica che vede l’Italia attore centrale di un asse internazionale volto a stabilizzare la regione e smantellare le reti criminali che alimentano il traffico di esseri umani. L’attivazione della Sala Operativa è il seguito concreto del Vertice di Istanbul del 1° agosto 2025, un appuntamento internazionale che ha ridefinito la cooperazione tra i paesi della sponda nord e sud del Mediterraneo. Questo accordo ha sancito una collaborazione quadrilaterale tra Libia, Italia, Qatar e Turchia, con l’obiettivo di creare un sistema integrato di monitoraggio e intervento. Secondo l'intesa, la Sala è operata direttamente dalle Autorità libiche, ma si avvale della presenza costante di ufficiali di collegamento italiani, qatarini e turchi. Le finalità sono molteplici: sostenere gli sforzi libici nel contrasto all’immigrazione illegale, potenziare le capacità locali di ricerca e soccorso (SAR) e ottimizzare lo scambio di informazioni sensibili tra i partner. Tutto il progetto viene realizzato nel rigoroso rispetto della sovranità libica, un punto cardine per garantire la stabilità politica del Paese e assicurare che la gestione dei flussi avvenga attraverso istituzioni locali rafforzate dal supporto internazionale.

Palazzo Chigi ha espresso una profonda «soddisfazione» per l’avvio di questa fase pilota, sottolineando come l’obiettivo comune rimanga il salvataggio di vite umane in mare attraverso il contrasto diretto alle reti criminali. Sulla stessa linea si è espressa Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile immigrazione del partito, che ha evidenziato come l’approccio del governo stia portando risultati tangibili, citando i dati della prima parte del 2026: gli sbarchi risultano dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2025. «Avevamo promesso agli italiani che avremmo difeso i confini – ha dichiarato Kelany – e grazie alla postura e al lavoro instancabile di questo governo stiamo bloccando l’immigrazione clandestina».

Anche Maurizio Gasparri, Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa definendola un «risultato concreto». E ha aggiunto: «Questo ulteriore tassello conferma come l’azione del Governo di centrodestra stia producendo risultati concreti sul fronte dell’immigrazione, grazie a una strategia fondata sulla cooperazione con i Paesi di origine e di transito, sul contrasto ai trafficanti e sulla difesa delle frontiere».


L’avvio della Sala Operativa di Tripoli può esser letto in combinato con il nuovo quadro normativo del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. La linea più determinata assunta dall’Unione Europea trova in questa iniziativa una dimostrazione pratica dell’approccio ad ampio raggio promosso dall’Italia.
 

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