G7 di Evian, Meloni: "L'Italia farà la sua parte". Asse solido con l'Occidente, disgelo con Trump
Al G7 di Evian, la premier Meloni ha fatto sapere che l'Italia è pronta a fare la sua parte. Non solo in una possibile missione su Hormuz che dovrebbe comunque passare per l'approvazione del Parlamento, ma anche in Ucraina nel continuo sostegno a Kyev con l'obiettivo di ottenere una pace giusta. Il quadro internazionale è fragile, così come l'accordo fra Usa e Iran che venerdì verrà ratificato in Svizzera, ma la situazione nazionale è anch'essa in profonda evoluzione.
Nel suo punto stampa a margine della riunione, la premier è stata incalzata sul tema che scuote il centro-destra: il generale Vannacci. Meloni ha ribadito quanto già affermato in Parlamento e quindi che il leader di Futuro Nazionale ha deciso di "autoescludersi" dalla coalizione dichiarando "la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra votando contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona di destra". Non è quindi la presidente ad aver chiuso la porta a possibili intese, ma Vannacci. Al momento, però, non è un problema su cui la leader di Fratelli di Italia sta ponendo particolare attenzione. E assicura: "Il modo migliore per vincere le prossime elezioni è governare bene, il resto sono alchimie. E io non mi occupo di alchimie. Una cosa che ho imparato molti anni fa è che la politica non è mai aritmetica".
Le elezioni sono ancora lontane e Palazzo Chigi ha altre priorità sul tavolo. Evian è stata sicuramente l'occasione per affrontare dossier importanti e ricucire con il presidente Usa, Donald Trump, dopo lo strappo avvenuto due mesi fa. I due hanno avuto colloqui informali su "temi abbastanza seri del vertice" e nulla ha fatto presagire a una ulteriore flessione delle relazioni. Anzi, Meloni ha tolto ogni dubbio: "Direi che ho trovato il rapporto immutato nel senso che non c'è stato tra noi neanche bisogno di parlare. Non è che ci sono state tra noi recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane. Io e Trump siamo due persone che hanno un loro carattere abbastanza forte, siamo due persone che difendono con determinazione il loro interesse nazionale, non c'è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d'accordo su qualcosa perché poi alla fine ognuno capisce quale può essere il punto di vista dell'altro". Niente di personale, quindi.
Il G7 di Evian per Meloni si chiude con un dato "non scontato, la convergenza su tutti i temi trattati". In effetti le nove dichiarazioni diffuse nel corso del summit portano la firma di tutti i leader, compreso Trump. Sull'Ucraina, ricorda, tutti hanno ribadito "la necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev, mantenendo alta la pressione su Mosca" con l'obiettivo di "favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin". Sulla figura del negoziatore unico europeo, invece, non c'è ancora una intesa anche se fra i papabili ci sarebbe il presidente finlandese Alexander Stubb. L'altro grande tema è stato ovviamente il Medio Oriente, con l'accordo Usa-Iran in ratifica questo venerdì in Svizzera. L'Italia si è detta pronta ad agire su Hormuz, con approvazione preventiva del Parlamento.
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