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Covid, funzionari Oms non aggiornarono Piano pandemico: finisce tutto in prescrizione

Foto:  Ansa 

Pina Sereni
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Ci sono "chiari ed evidenti presupposti per il non luogo a procedere per estinzione del reato a carico di tutti gli imputati" mentre non si ravvisano "elementi idonei giustificativi la restituzione degli atti per fatto diverso dalla imputazione, posto che l'ufficio del pm ha premesso e motivato di non muovere la contestazione del reato di epidemia colposa". È il passaggio sostanziale della motivazione depositata oggi dal giudice di Roma Alessandra Boffi alla sentenza del 12 maggio di non luogo a procedere per l'ex numero uno dell'Oms, Ranieri Guerra, per Giuseppe Ruocco e Maria Grazia Pompa accusati, nelle loro vesti di dirigenti del Ministero della Salute, di 'rifiuto in atti d'ufficio' di non avere aggiornato il Piano Pandemico del 2006. Il procedimento era uno stralcio di quello della Procura di Bergamo in cui erano coinvolti tra gli altri l'ex premier Giuseppe Conte e l'ex ministro della Salute Roberto Speranza le cui posizioni sono state archiviate a Brescia.

I legali delle parti civili, in particolare dei familiari delle vittime raccolte nell'associazione SerenieSempreuniti, avevano chiesto al giudice di restituire gli atti alla Procura perché "il fatto non corrispondeva all'imputazione" di 'rifiuto in atti d'ufficio' bensi' a quello di 'epidemia colposa'. "Alla luce delle indagini svolte - si legge nella sentenza - di carattere amministrativo e non scientifico non emerge alcuna evidenza giustificativa alla formulazione di una diversa ipotesi di reato formulata dal gip". Il reato "è dunque senz'altro prescritto per decorso del termine massimo di 7 anni e 6 mesi per l'imputato Guerra e quello di 6 anni per gli altri due imputati".

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