L'avvocato di El Koudri e degli amici di Hannoun frigna contro Il Tempo. Ma ecco cosa diceva
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata a Il Tempo dall’avvocato Fausto Gianelli: «Avanzo richiesta di rettifica in merito all’articolo apparso, il 19 maggio scorso, nel quale, analizzando la mia storia e carriera professionale, vengono avanzate alcune affermazioni assolutamente false. Fermo restando che è pienamente legittimo che vogliate esprimere critiche e valutazioni negative sulla mia persona, mi limito a far presente come nel titolo, citato poi ripreso e diffuso in migliaia di post e commenti online, si afferma testualmente: "El Koudri, il nuovo avvocato difendeva gli amici di Hannoun e insultava ebrei e governo", dichiarando falsamente, a tacer del resto, che io avrei insultato ebrei. Siccome questo non è mai avvenuto e ritengo scorretto pubblicare notizie evidentemente false, chiedo quindi immediata rettifica sul Vs. giornale. Distinti saluti Avv. Fausto Giannelli».
di GIANNI DI CAPUA ••• L’avvocato Fausto Gianelli, che legalmente rappresenta l’attentatore di Modena Salim El Koudri, ha scritto al nostro giornale per chiedere la rettifica del titolo di un nostro articolo che gli contestava di aver insultato «ebrei e Governo». Le nostre parole non devono essergli piaciute, come del resto a Il Tempo non sono piaciute le sue esternazioni riguardo gli ebrei che lasceremo giudicare ai nostri lettori nelle righe sottostanti. Lo scorso 29 marzo, per esempio, commentando la notizia dello scontro diplomatico fra il cardinal Pizzaballa e Israele sul mancato accesso ai luoghi sacri di Gerusalemme per via della minaccia iraniana, l’avvocato ha scritto: «Né musulmani né cristiani. Il "popolo eletto" non ammette eretici in terrasanta». L’autore del post non si è riferito al governo di Israele, su cui ha tutto il diritto di esprimere qualsivoglia tipo di critica, ma ha utilizzato una dicitura che fa riferimento al popolo ebraico. A tutto il popolo ebraico, anche quello che vive nella diaspora e che quindi non è responsabile delle scelte di un esecutivo votato da cittadini israeliani fra cui figurano anche arabi, drusi e cristiani. In quelle parole non c’è solo un distinguo buoni-cattivi fra le religioni monoteiste che ammicca a una presunta superiorità ebraica, ma anche l’omissione del fatto che il divieto fosse esteso senza alcuna differenza a tutti i cittadini per motivi di sicurezza nazionale.
Ma questo non è l’unico post. Sul profilo dell’avvocato, in data 24 febbraio, appare una locandina sulla «presentazione del comitato reggiano per la liberazione di Marwan Barghouti». Il soggetto in questione è un rinomato terrorista palestinese condannato all’ergastolo per aver organizzato attentati suicidi e ucciso civili israeliani durante l’Intifada.
Ma andiamo avanti. Quando a Roma un ragazzo ha sparato con la pistola a pallini contro due militanti dell’Anpi, lo scorso 25 aprile, in un primo momento sembrava che il responsabile del gesto appartenesse alla Brigata ebraica. Poi la smentita dell’omonimo Museo di Milano aveva da subito chiarito il contrario.
In quell’occasione, l’avvocato ha scritto: «Ora si vuole addirittura impedire ai sionisti e ai membri della Brigata ebraica di sparare a coloro che partecipano alle manifestazioni del 25 aprile». Urge ricordare che il sionismo è un movimento politico fondato sul diritto del popolo ebraico ad avere un proprio focolare nel mondo. Ne consegue che la quasi totalità degli ebrei, salvo varie ed eventuali, si definisce sionista.
A nostro avviso, quando si scrive a un giornale per chiedere una rettifica, bisognerebbe quantomeno avere tutte le carte in regola per poterlo fare. Insultare gli ebrei non significa semplicemente riservare loro parolacce, la ricetta è più complessa. Comprende stereotipi, allusioni generaliste e giustificazione dei loro aguzzini.
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