Maldive, oggi le autopsie: le GoPro potrebbero svelare il mistero
Si apre oggi una fase decisiva nell'inchiesta sulla tragedia subacquea che ha strappato cinque vite nelle grotte di Hekunu Kandu. Alle 12, nella procura di Busto Arsizio, la pm Nadia Alessandra Calcaterra - che agisce per delega della procura di Roma, titolare del fascicolo - conferirà formalmente l'incarico per le autopsie sui corpi recuperati dal team di soccorso finlandese di Dan Europe.
A comporre il collegio peritale sono stati designati tre specialisti: il medico legale Luca Tajana, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Pavia, la tossicologa Cristiana Stramesi e Luciano Ditri, anestesista-rianimatore con specializzazione in medicina sportiva e subacquea. La famiglia Gualtieri, assistita dall'avvocato Antonello Riccio, nominerà a propria volta una consulente di parte nella persona della dottoressa Carola Vanoli.
Sul piano investigativo, la Squadra Mobile di Genova - anche questa su delega romana - continua a raccogliere documenti e testimonianze. Nodo centrale da sciogliere: la natura precisa della missione affidata dall'Università di Genova alla professoressa Monica Montefalcone. L'ateneo ha ribadito fin dall'inizio che le immersioni subacquee erano estranee al programma scientifico ufficiale e che la professoressa vi aveva preso parte a titolo strettamente personale. Una distinzione che assume ora un peso giuridico rilevante.
Le risposte più attese potrebbero però arrivare dalle action cam GoPro recuperate insieme ai corpi: le immagini registrate sott'acqua potrebbero rivelare perché Montefalcone, la figlia Giorgia, la ricercatrice Muriel Odenini, il neolaureato Federico Gualtieri e il capobarca Gianluca Benedetti siano rimasti intrappolati in un cunicolo cieco a sessanta metri di profondità, senza più via d'uscita.
Mentre le indagini avanzano, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto rivolgere pubblicamente un ringraziamento ai tre sommozzatori finlandesi che hanno reso possibile il recupero delle salme: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Gronqvist. “In un momento di immenso dolore per le famiglie delle vittime e per l'intera comunità italiana”, ha scritto Tajani sui social, il loro intervento ha rappresentato “non soltanto un prezioso contributo operativo, ma anche un atto di straordinaria umanità”. Il titolare della Farnesina ha concluso sottolineando come il loro gesto testimoni “come la solidarietà e l'altruismo rappresentino il fondamento più autentico dell'amicizia tra Italia e Finlandia”.
La tragedia del 14 maggio sta producendo conseguenze anche sul piano normativo.
Il governo delle Maldive ha annunciato l'intenzione di introdurre una legislazione specifica - denominata Tech-Wreck - per regolamentare le immersioni tecniche, attualmente vietate oltre i trenta metri di profondità. Lo ha reso noto il portavoce capo dell'Ufficio del Presidente, Mohamed Hussain Shareef.
La nuova legge aprirebbe uno spazio normativo oggi inesistente: consentirebbe, previo rilascio di appositi permessi, l'esplorazione di grotte profonde e la penetrazione in relitti a ricercatori e subacquei tecnici certificati, dotati di attrezzature specializzate, miscele di gas e procedure di decompressione avanzate. Attività che richiedono, per loro natura, formazione rigorosa e certificazioni specifiche, e che finora si svolgevano in una zona grigia priva di qualsiasi quadro regolatorio. Secondo Shareef, “è necessario stabilire delle regole per disciplinare tali attività”, con l'auspicio che la legislazione possa essere introdotta in tempi brevi. Una risposta tardiva, forse. Ma che cinque morti potrebbero aver reso inevitabile.
C'è un luogo, a diciassette metri sotto la superficie della Baia del Silenzio di Camogli, che meglio di ogni altro sa accogliere cerimonie silenziose e dolori profondi. È lì, davanti alla statua bronzea del Cristo degli Abissi, che gli studenti della professoressa Montefalcone scenderanno per darle l'ultimo saluto.
Monica Montefalcone - docente del Distav dell'Università di Genova, biologa marina capace di trasmettere ai suoi allievi un amore viscerale per il mare - è morta nelle acque di Hekunu Kandu insieme alla figlia Giorgia, alla collega Odenini, a Gualtieri e a Benedetti. Sono i suoi studenti a volerla ricordare così: non in un'aula, non davanti a una lapide, ma là dove lei stessa aveva scelto di vivere e di insegnare.
Sempre da loro è nata l'idea di raccogliere i ricordi in un piccolo quaderno - un cahier de douleur, come qualcuno lo ha chiamato - su cui chiunque può lasciare una parola. “Grazie prof per tutto quello che ha fatto per noi”, ha scritto uno di loro. “Ora ogni cosa che farò in ambito scientifico lo farò sapendo che lei mi guarda da lassù. Dedicherò tutto a lei”. Accanto alle parole, una fotografia sorridente di Monica Montefalcone: il ricordo di chi sapeva che il mare non si studia soltanto, si ama.
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